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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

BASTA TASSE: A TORINO, IN PIAZZA, 10.4.2011 ore 15 MM LINGOTTO

8 Aprile 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #PIEMONTE

http://1.bp.blogspot.com/_SqWzX8KvjS4/TLsq6dvSJ9I/AAAAAAAAA70/2E1Lt5rd34c/s1600/TEAPartyLogoNEW-1.jpg

Tea Party Piemonte* scende in piazza

il 10 aprile 2011 presso Torino Comics


 

La tassa sulla benzina va a finanziare il Fondo per lo spettacolo... Perché il cinema si e i fumetti no? Perché deve essere lo Stato a decidere che cosa è cultura e come si devono divertire i cittadini?
La tassa sulla benzina è una tassa orizzontale che colpisce tutti, ricchi e poveri e va finanziare un ben determinato gruppo sociale. Alla fine i poveri finanziarenno i divertimenti dei ricchi. Un povero sacrificherà certamente il cinema, ma non potrà eliminare gli spostamenti per lavoro o altre necessità.

Tea Party Piemonte
http://teapartypiemonte.blogspot.com/


...............

* CON L'ADESIONE di UNIONE Per le LIBERTA' e Confcontribuenti PIEMONTE.
Ritrovo davanti MM Lingotto, ore 15, Domenica 104.2011.
Vi aspettiamo, numerose, numerosi!


PASSAPAROLA!

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MORIRE DI FISCO:TUTTI GLI ADEMPIMENTI FISCALI.

8 Aprile 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

Secondo uno studio realizzato dalla Confesercenti sono 694 le scadenze fiscali che imprese e contribuenti devono espletare.

 

57,8 al mese con un picco a luglio, di 74 scadenze.

 

La “sagra della tassa” potrebbe essere così festeggiata il 16 luglio, dato che solo in quel giorno ci sono ben 45 adempimenti. “La semplice elencazione delle scadenze, e solo quelle di natura fiscale, ha richiesto ben 16 pagine” ha sottolineato Confesercenti.

 

La burocrazia fiscale colpisce soprattutto le piccole e medie imprese.

 

L’Agenzia delle Entrate e il Dipartimento per la funzione pubblica hanno calcolato che la burocrazia fiscale costa alle piccole e medie imprese 2,7 miliardi l'anno, tra i 1.900 e i 2.300 euro ciascuna in media.

 

E snellire adempimenti e pratiche che pesano sulle aziende è proprio il compito che si prefigge il tavolo tecnico appena avviato dall'Agenzia delle Entrate insieme con Rete Imprese Italia (che associa Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio) e Confindustria.


La tabella di marcia del gruppo di lavoro è piuttosto serrata: “tempi ristretti e concretezza per arrivare a una proposta condivisa entro maggio” ha indicato l'Agenzia guidata da Attilio Befera. E per raggiungere più efficacemente gli obiettivi prefissati sono stati creati quattro sottogruppi: regimi, adempimenti e modulistica; problematiche relative ai sostituti d'imposta; obblighi in materia di Iva; obblighi in materia di imposte dirette.

 

Da anni si parla di snellire le procedure fiscali. La costituzione del tavolo tecnico non è certo la prima iniziativa che si pone quell’obiettivo. Ma i risultati sono stati scarsi. Del resto i dati contenuti nello studio della Confesercenti lo dimostrano ampiamente.

 

Quindi non è affatto scontato che quel tavolo produca qualche risultato significativo, anche se, occorre aggiungere, uno snellimento delle procedure fiscali potrebbe determinare una certa riduzione dell’evasione fiscale che, in alcuni casi, può essere favorita dalla notevole complessità della normativa in vigore.

 

E’ necessario però essere chiari: la causa principale dell’evasione fiscale non è certo questa. In Italia vi è una esplicita volontà di non pagare le tasse, diffusa in una parte consistente dei contribuenti.

 

Diversamente non potrebbero essere spiegate in modo adeguato altre informazioni recentemente fornite dall’Agenzia delle Entrate, grazie ad una nuova banca dati (Data Base Geomarket): le tasse sottratte al fisco si attestano mediamente al 17,8%, ma se si tolgono i redditi di chi le tasse le deve pagare per forza, come i dipendenti e i pensionati che hanno le trattenute automatiche o gli investitori che pagano le tasse “alla fonte”, l'evasione media balza oltre il 38%: in pratica 38,41 euro per ogni 100 euro di imposte pagate, con il tradizionale divario Nord-Sud - che vede alcune aree del Mezzogiorno con un'evasione vicina al 66% - al quale si aggiunge un nuovo “gap” tra grandi e piccoli centri, con le grandi città produttive a basso tasso di evasione (10,9%).

 

Tratto da AgoraVox

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RIVOLI IN RIVOLTA: BASTA STRISCE BLU!

5 Aprile 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #PIEMONTE

Rivoli

 

Le strisce blu sono un salasso non solo a Torino, ma anche in altre città della provincia. Ormai non c’è Comune che non abbia tappezzato almeno una parte del centro di colore blu. Un modo come un altro di portare soldi nelle casse del municipio, sia in termini di pagamento di posteggio, sia in termini di multe. Ma qual è il limite? Fino a che punto è giusto pagare e qual è la tariffa adeguata.

A Rivoli a decidere che si stava esagerando sono stati gli stessi cittadini che hanno

deciso di iniziare una raccolta firme per dire al sindaco che ora di finirla di riempire i cittadini di balzelli: «Se il Comune non ritocca le tariffe per la zona blu bloccheremo corso Susa e corso Francia. Marceremo verso il municipio».

La rivolta è partita dal centro storico, cuore pulsante della città ai piedi della

collina morenica. I cittadini capeggiati da un rivolese doc, Giuseppe Sansalone

che da oltre 40 anni vive in centro. Nella sua petizione,che ha trovato l’appoggio della Lega Nord e del Pdl, i rivolesi chiedono il ritiro della delibera di giunta dello scorso 8 febbraio.

Un documento con il quale Palazzo Civico aveva annunciato l’aumento delle tariffe per i parcheggi nella zona blu.Gli aumenti consistono in solo 20 centesimi in più per la sosta oraria nelle strisce blu e riguarda soprattutto chi arriva da fuori o semplicemente non risiede nel salotto buono della città e ci va solo per shopping e lavoro. Ma il vero salasso riguarda i residenti. Per loro,o meglio per chi ha l’abbonamento, è in programma un rincaro del 300 per cento. La stangata, quindi, colpisce soprattutto coloro che abitano in centro, i quali dovranno

sborsare 40 euro per l’abbonamento annuale e non soltanto 10,come accadeva finora. Una tariffa identica a quella che pagano i torinesi. Andrà ancora peggio ai possessori di una seconda auto per i quali la tariffa schizza a 120 euro (già ribassata rispetto ai 150 euro iniziali).

La petizione è ormai in corso da qualche settimana e fino ad oggi sono già state raccolte oltre 800 firme e i promotori puntano a superare le mille già nei prossimi giorni. Tra i firmatari figurano sia residenti che commercianti, impiegati degli uffici e delle banche. La maggior parte dei quali vive e lavora nella zona alta del centro storico. A sobillare i cittadini non è solo l’aumento del costo dei parcheggi, ma la penuria degli stessi. Insomma può anche andar bene pagare,ma almeno che il parcheggio si trovi e soprattutto visto che ci sono gli abbonamenti vengano estese le zone di utilizzo. L’abbonamento per i rivolesi, infatti, è valido solo nella zona di residenza, altrove anche loro sono costretti a comprare il voucher orario. In più il parcheggio non c’è. Insomma per gran parte dei rivolesi i sacrifici dovrebbero essere distribuiti tra tutti gli abitanti e non solo tra coloro che vivono nel centro.

Un aumento, dicono i residenti è lecito, «ma che sia nell’ordine del 100 per cento e non del triplo e soprattutto,se il Comune deve fare cassa lo faccia a spese di tutti e non solo del centro storico».

E mentre i cittadini minacciano di dare battaglia in piazza, dando vita a una manifestazione e a un corteo con lo scopo di paralizzare sia corso Francia che corso Susa c’è anche chi pensa alle vie legali. È questo il caso dell’associazione Orizzonti e Futuro.

 

Se condo Giuseppe Morena, esponente di Rivoli Democratica, e l'Associazione ConfContribuenti PIEMONTE (Presidente Ing. Michele PETRILLO, Segr.Generale Dott.Galano PALAFERRI), pronta ad ogni supporto e assistenza legale, ci sono tutti gli estremi per un ricorso al Tar.

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IBL. INCONTRO a MILANO. "FISCO: MA QUANTO MI COSTI"?

5 Aprile 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

(IL TITTO LO DEL PEZZO E' NOSTRO).


Lunedì 11 aprile 2011 l'Istituto Bruno Leoni ospita un dibattito a Milano sul tema

"La complessità è una tassa? Il costo dell'obbedienza fiscale".

Scopo di questa occasione vuole essere quello di ravvivare la discussione su norme e costi nascosti del nostro ordinamento tributario. Se infatti i giornali ricordano spesso che in Italia vi è una importante evasione fiscale, d'altro canto è innegabile come il nostro sia un Paese nel quale, da anni, la pressione fiscale è altissima, e soprattutto si accompagna a un livello di complessità nella normativa che rende difficile persino al contribuente più giudizioso ottemperare ai propri obblighi col fisco. Inoltre, non solo non si parla più di una possibile riduzione delle aliquote - ma neppure di semplificazione degli adempimenti.

Il dibattito avrà inizio alle ore 17:30 e si terrà presso l'Acquario Civico di Milano (Viale Gerolamo Gadio, 2). Interverranno Oscar Giannino (direttore di Chicago-blog ed autore, nel 2007, di "Contro le tasse", Mondadori), Gianni Marongiu (Università di Genova), uno dei maggiori conoscitori del nostro ordinamento, e due esponenti politici di spicco quali Anna Maria Bernini (Popolo della Libertà) ed Enrico Morando (Partito Democratico). Coordinerà il dibattito Carlo Stagnaro (Direttore Ricerche e Studi, Istituto Bruno Leoni).

Al termine dell'incontro sarà offerto un rinfresco.

RSVP: eventi@brunoleoni.it - 02 3657 7325

.........

DIREI DA NON PERDERE, MILANO NON E' POI COSI' LONTANA.....!

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BONUS FISCALI E PIANO CASA.

3 Aprile 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

Bonus fiscali e Piano Casa


La Risoluzione 4/E del 4 gennaio 2011 dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che i bonus fiscali del 36% e del 55% possono essere richiesti anche per alcuni interventi previsti dal Piano Casa.


Sono state pubblicate qualche giono fa, il 4 gennaio, ben tre risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate con le quali viene chiarito, in particolare con la Risoluzione n. 4/E, che i bonus fiscali del 36% per le ristrutturazioni edilizie e del 55% per lavori di riqualificazione energetica possono essere richiesti anche per alcuni interventi di ampliamento realizzati grazie al Piano Casa.

 

Questo perché l’art. 3 del Testo Unico per l’edilizia, D.P.R/2001, nel definire gli interventi edilizi precedentemente individuati dall’art. 31 della legge n. 457 del 5.8.1978, include, al comma 1, lett. d), tra gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche quelliconsistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quelli preesistenti, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica; mentre, alla lett. e), definisce gliinterventi di nuova costruzione quelli dicostruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente.

 

Appare chiaro, quindi, che gli interventi di demolizione e ricostruzione senza variazione di sagoma possono essere considerati quali interventi di ristrutturazione, mentre quelli di solo ampliamento del 20% permessi dal Piano Casa possono essere interessati dia bonus solo per la parte già esistente, in quanto quella in ampliamento è da considerarsi quale nuova costruzione.

 

Il bonus del 55% può essere richiesto per quegli interventi di demolizione e ricostruzione che comportino aumenti volumetrici del 30% o del 35% (se realizzati con tecniche di bioedilizia e l’utilizzo di energia da fonte rinnovabile), purchè la ricostruzione dell’edificio sia fedele, quindi non resta valido per nuove costruzioni. La detrazione riguarda, però, solo le spese per la ricostruzione della parte già esistente.

 

Con la Risoluzione n. 2/E, invece, l’Agenzia ha risposto ad un quesito inerente laritenuta del 10% che Banche e Poste devono effettuare sui bonifici relativi alle spese effettuate per il lavori detraibili.

In proposito è stato chiarito che i consorzi di imprese, con attività esterna e senza finalità di lucro, possono trasferire le residue ritenute alla fonte del 10% alle ditte consorziate che hanno  materialmente realizzato i lavori.

 

La Risoluzione n. 3/E, infine, fornisce chiarimenti relativi al pagamento degli oneri di urbanizzazione e della Tosap (la tassa per l’occupazione di suolo pubblico dovuta per l’installazione di ponteggi, materiali e attrezzature), che sono dovuti per la maggior parte degli interventi di ristrutturazione, e che rientrano nelle spese detraibili per il 36%.

 

Per evitare che i comuni subiscano la ritenuta del 10% si precisa che, solo queste spese,possono non essere effettuate tramite bonifico, o nel caso in cui venga utilizzato questo mezzo, deve essere specificato il Comune come destinatario e non vanno usati i moduli specifici usati dagli istituti di credito per i bonus fiscali.


arch. Carmen Granata

Tratto da: www.lavorincasa.it

 

ARTICOLI CORRELATI:

1.DETRAZIONI 55% e FOTOVOLTAICO

http://www.lavorincasa.it/architetto/news.php?news_id=2089

2.BONUS DEL 36% anche per i BOX AURO

http://www.lavorincasa.it/architetto/news.php?news_id=2003

3.DETRAZIONE 55% per DIVERSI INTERVENTI

http://www.lavorincasa.it/architetto/news.php?news_id=1912

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BASTA CAMBIALI IN BIANCO AI POLITICI.

3 Aprile 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

Il punto della situazione

 

Cari amici, nei prossimi 40 giorni ConfContribuenti si gioca praticamente tutto. L'iniziativa dell'Impegno a Difesa dei Contribuenti entra nel vivo proprio nella campagna elettorale, nel momento in cui chiediamo ai candidati di sottoscrivere un documento che li vincola a ridurre le spese, al pareggio di bilancio e, di conseguenza, ad abbassare la tassazione comunale.

A Milano siamo partiti alla grande, con la firma dell'ex ministro delle Finanze Giancarlo Pagliarini, candidato a Sindaco di Milano per delle liste autonomiste, e dei candidati Filippo Totino (consigliere in carica del PDL a Milano) ed Edoardo Croci (ex assessore ai trasporti a Milano, promotore della lista Progetto Milano Migliore). 
Il progetto è in partenza anche nelle altre città. Contattate i candidati che conoscete ed invitateli a sottoscrivere l'impegno. Vi ricordiamo che si vota in 7 capoluoghi di regione (Torino, Milano, Trieste, Bologna, Napoli, Cagliari e Catanzaro) ed in altre 24 città capoluogo di provincia. Per le informazioni necessarie, per i moduli da firmare e le istruzioni per invarli si può consultare il sito www.confcontribuenti.eu.

Intanto ConfContribuenti sta crescendo: alla fine di marzo gli iscritti all'associazione sono 171, gli iscritti al gruppo facebook sono 1550. Ringraziamo tutti i nuovi iscritti.

L'iscrizione al gruppo Facebook NON comporta l'iscrizione all'associazione!!!! Iscrivetevi gratuitamente all'associazione per il 2011 e fate iscrivere i vostri amici, basta compilare questo modulo:
http://www.confcontribuenti.eu/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=7

In Piemonte si è costituita una sezione, Michele Petrillo è presidente e Galgano Palaferri è segretario. L'associazione quindi può contare su dei gruppi di iscritti effettivamente attivi in diverse regioni.

Grazie e a presto!

Gionata Pacor
Presidente

Elisa Serafini
Tesoriere
Michele Petrillo
Presidente
ConfContribuenti Piemonte
Galgano Palaferri
Segretario Generale
ConfContribuenti Piemonte
e
Coordinatore Nazionale
Unione Per Le Libertà
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CONFONTRIBUENTI PIEMONTE, TEA PARTY E UPL DI NUOVO IN PIAZZA.

2 Aprile 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #PIEMONTE

Tea Party Piemonte, con l'adesione di CONFCONTRIBUENTI PIEMONTE E UNIONE PER LE LIBERTA', scende in piazza

il 10 aprile 2011 presso Torino Comics.

La tassa sulla benzina va a finanziare il Fondo per lo spettacolo... Perché il cinema si e i fumetti no? Perché deve essere lo Stato a decidere che cosa è cultura e come si devono divertire i cittadini?
La tassa sulla benzina è una tassa orizzontale che colpisce tutti, ricchi e poveri e va finanziare un ben determinato gruppo sociale. Alla fine i poveri finanziaranno i divertimenti dei ricchi. Un povero sacrificherà certamente il cinema, ma non potrà eliminare gli spostamenti per lavoro o altre necessità.
Chi volesse partecipare al banchetto del 10 aprile ci contatti pure.
Che la rivoluzione abbia inizio, che è già troppo tardi!

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FURBI. FURBETTI, PRIVILEGIATI DI STATO, PARASSITI. E IO....PAGO!

2 Aprile 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

Amiche, amici, popolo delle partite iva, produttori di ricchezza, disoccupati e inoccupati,  tartassati vari .... 

- Se vi aumentano il biglietto dell' autobus...

Se vi aumentano le accise sulla benzian...

- Se vi aumentano le tasse addizionali  sui bolli auto, sulle bollette dell'energia elettrica/gas e acqua...

- Se vi aumentano le rette scolastiche per asili e primarie...

- Se dovete aspettare mesi e mesi per una visita specialistica ...

- Se dovete emigrare  in un altra regione per una TAC o una Risonanza Magnetica....

- Se fate  fattica a finire il mese con il Vs. salario o la Vs pensione...

-Se siete sempre voi e solo voi a dover pagare...per gli altri...

 potete consolarvi

NON TUTTO VA MALE IN ITALIA,,,,NON TUTTI STANNO MALE....

leggete qui e inc****con oi, se vi va.

http://www.ilgiornale.it/interni/spuntano_altri_baby_pensionati_di_pietro_granata_orlando/pensioni-sangui sughe-mario-giordano/02-04-2011/artico

 

Babypensioni, spuntano anche Di Pietro e Granata

 

Continua lo scandalo e Prodi dopo la smentita: "E' vero, ne ho tre". Da Marrazzo a Granata: ecco la casta di chi ha iniziato presto a vivere "di rendita". Orlando somma due vitalizi...

 

Qualche anno fa scrisse su Oggi , che bisogna «disboscare il sistema previden­ziale di tutte le rendite parassitarie e esa­gerate ». E chissà se fra le rendite parassi­tarie ed esagerate considerava anche quella di chi va in pensione a solo 44 an­ni, prende circa 2mila euro al mese e poi cumula quell’assegno con uno stipendio da parlamentare. Perché se fosse così Antonio Di Pietro,l’eroe di Mani pulite, il moralizzatore d’Italia,l’uomo che tuona con­tro ogni privilegio, dovrebbe cominciare a disboscare la sua, di rendita. In effetti: che c’azzecca ,per dirla in diepietre­se, un 44enne con la pensione? Eppure eccolo lì: 1 settembre 1995, decorrenza originaria, numero iscrizione 03167..., co­dice fiscale DPTNTN50etc, il cedolino «in carico alla provin­cia di Bergamo » che ogni mese fa transitare sul conto corrente dell’onorevole Di Pietro la pen­sione da magistrato: 2.644,57 euro lordi al mese, 1956 euro netti. Che forse non saranno molti, ma sono sempre quasi cinque volte più della minima. E che si vanno a cumulare sen­za alcuna decurtazione al ricco stipendio da parlamentare. Non male per chi passa le sue giornate a tuonare contro i pri­vilegi altrui, non è vero?

La coerenza per l’uomo ve­nuto da Montenero di Bisaccia è sempre stato un optional, un po’ come la grammatica.E così succede che l’uomo che tuona contro le rendite della casta, il moralizzatore d’Italia,il censo­re di ogni malcostume, ebbe­ne, proprio lui, è andato in pen­sione a 44 anni. E oggi, che è ap­pena sessantenne, può vantar­si ( ah, la moralizzazione!) di ri­cevere un vitalizio previdenzia­le dal 1995, cioè da 15 anni, cioè da quando c’era ancora la Jugoslavia e Toto Cutugno a Sanremo cantava «Voglio an­dare a vivere in campagna».

 

Se la sua esistenza dovesse durare quanto quella media di un italiano (lunga vita!), finirà per incassare il vitalizio alme­no per altri 20 anni. E dunque è evidente che il magistrato Di Pietro ha versato all’ente previ­denziale solo una minima par­te di quello che il pensionato Di Pietro dall’ente previdenzia­le ha preso e prenderà. È così che nascono i buchi nei conti, ma che importa? «Tanto alla fi­ne è sempre il cittadino che pa­ga ». Lo sapete di chi sono que­ste parole? Di Tonino, natural­mente. Un moralizzatore baby pensionato. Un uomo sempre molto attento ai valori. Così at­tento che ha cominciato a in­cassarli già a 44 anni...

 

La moglie di Bossi? In pen­sione a 39 anni.

 Del resto quel­lo dei baby pensionati in Italia è un vero esercito, all’interno del quale si nascondono molte sorprese. Per esempio Manue­la Marrone, la moglie di Bossi, che oggi ha 57 anni, prende la pensione dal 1º settembre 1992, cioè da quando ne aveva 39. L’assegno non è molto so­stanzioso (766,37 euro), ma lo riceve regolarmente da 18 anni e mezzo: non male per la com­pagna di vita dell’uomo che ha dichiarato guerra a tutti gli spre­chi, no?

 

Il banchiere d’oro:in pen­sione a 44 anni (prende 18mila euro).

 

  

 

Assai più ricco l’assegno del professor Rainer Stefano Masera, oggi preside della facoltà di economia del­l’Università Marconi di Roma. Nel ’95 come ministro del Bi­lancio nel governo Dini, quello del ribaltone, partecipò alla ri­forma che ha reso più severe le norme per i pensionati: severi­tà di cui, per altro, non si trova traccia nell’assegno che l’Inps versa ogni mese al super baby pensionato Masera: 18.413 eu­ro lordi al mese. Ma il fatto sin­golare è che il professor Mase­ra, che oggi ha 66 anni, prende il vitalizio da quando ne aveva 44,cioè da 22 anni:correva l’an­no 1988, il Muro di Berlino era ancora in piedi, Massimo Ra­nieri vinceva il festival di Sanre­mo. E Masera, dal canto suo, la­sciava la Banca d’Italia per as­sumere una serie infinita di al­tri incarichi privati e pubblici (ministero compreso). Del re­sto uno che ha 44 anni può mi­ca fare il pensionato anche se ha una pensione che arriva a 18mila euro al mese?

Marrazzo in pensione a 52 anni. Deve accontentarsi di una cifra inferiore, invece Piero Marrazzo: solo 2000 euro al me­se. Che ci volete fare? Troppo breve la sua permanenza in Re­gione, causa transessuali e coca­ina. Ricordate? Dopo le dimis­sioni da governatore, Marrazzo è tornato a fare quello che face­va prima di diventare governa­tore del Lazio: il giornalista in Rai. Ma appena timbrato il car­tellino di viale Mazzini, come al­­tri trenta ex consiglieri laziali, ha presentato apposita domanda per ottenere il vitalizio che gli spetta per legge. Si badi bene: Marrazzo ha appena 52 anni.

I baby pensionati Fabio Gra­nata e Leoluca Orlando. An­cor meglio è riuscito a fare la nuova stella del moralismo un tanto al chilo, il pasdaran dei fi­niani Fabio Granata, l’uomo che sventola la bandiera del fu­turo ma nel fr­attempo si crogio­la nei privilegi del passato: infat­ti è st­ato uno degli ultimi politi­ci viventi a poter andare in pen­sione a 50 anni.

E che ha subito unito il baby vitalizio (8.000 eu­ro) al maxistipendio da onore­vole, oltre che a qualche altro gettone, come quello di vice­presidente di un ente regiona­le ( Cinesicilia srl). Fabio Grana­ta, come l’ex sindaco di Paler­mo, esponente di spicco del­­l’Idv, Leoluca Orlando, figura nell’elenco di 13 fortunati, ex consiglieri regionali che som­mano la pensione da ex consi­glieri regionali all’indennità parlamentare, un privilegio che non è previsto in nessun al­tro posto del mondo e che ha suscitato l’indignazione anche del medesimo presidente del­l’Assemblea siciliana, France­sco Cascio: «Come possiamo chiedere sacrifici ai cittadini se poi lasciamo passare simili sciali?»,si è chiesto.Nessuna ri­sposta, naturalmente.

Frisullo e i baby pensionati pugliesi. Vi ricordate Sandro Frisullo, l’ex vicepresidente della Regione Puglia indagato e arrestato nello scandalo della sanità? Ebbene: riceve regolar­mente la baby pensione. A 55 anni prende 10.071 euro lordi al mese (circa 7mila netti) e li prenderà per il resto della sua vita in virtù di 15 anni passati in Regione. Quindici anni di con­­tributi, 10mila euro al mese: non male no? Sono 19 i consi­glieri pugliesi che dopo le ele­zioni regionali della primavera 2010 hanno usufruito della via agevolata alla previdenza: eb­bene solo 3 di loro hanno 65 an­ni, 9 ne hanno meno di 59, uno addirittura ne ha 52. Gli asse­gni vanno dai 4mila ai 10mila euro al mese. Nel luglio 2010 la Regione Puglia, fra l’altro, ha aumentato i vitalizi a tutti gli ex consiglieri a riposo (152): la spesa è stata piuttosto rilevan­te, 2 milioni e 600mila euro. Ed è stata finanziata tagliando i sol­di destinati agli studenti.

 

A 47 anni con 10.980 euro al mese. A volte si pensa che le ba­by pensioni d’oro siano un re­taggio del passato. O che riguar­dino solo gli onorevoli. Mac­ché: nel luglio 2009 il funziona­rio della Regione Sicilia, Pier Carmelo Russo, è andato in pensione con un assegno men­sile pari a 10.980 euro lordi, pa­ri a 6.462 netti. Questo accade in virtù di una legge siciliana per cui con appena 25 anni di contributi (uomini) o 20 (don­ne) si può avere diritto al vitali­zio, se si ha un malato da accu­dire. E chi non ha un padre che dev’essere accompagnato in ospedale? Chi non ha una zia che necessita assistenza? In ef­fetti: fra il 2003 e il 2010 le baby pensioni concesse grazie a que­s­ta leggina sono state oltre mil­le. Età media delle persone a ri­poso: 53 anni. Chi non aveva un malato a disposizione,se l’è inventato come una donna ge­niale che si è fatta adottare da un’anziana non autosufficien­te. E così zac, appena adottata, ha presentato richiesta per an­dare in pensione. Esattamente come ha fatto il 47enne funzio­nario Pier Carmelo Russo: «De­vo accudire mio padre», ha di­chiarato con una lettera strap­palacrime. Subito dopo s’è fat­ta nominare assessore, aggiun­gendo così alla baby pensione (10.980 euro al mese) un’in­dennità da 300mila euro. E la­sciando tutti con un dubbio: ora che lui fa l’assessore, il po­vero babbo chi lo cura?

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