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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

Verso il Coordinamento Nazionale dei "LIBERALI ITALIANI"

29 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

Verso il Coordinamento Nazionale dei "LIBERALI ITALIANI"

 

FINALMENTE QUALCOSA FORSE SI MUOVE ED INZIA A PRENDERE FORMA, IN VISTA DELLE PROSSIME POLITICHE, ANNO 2013, salvo imprevisti.


LIBERALI ITALIANI, E' ORA, DIAMO VITA ALLA NOSTRA COSTITUENTE,

LA COSTITUENTE DEI LIBERALI ITALIANI!

SUEPERIAMO "LA DIASPORA dei LIBERALI", le divisioni, che non portano da nessuna parte, le mille associaizni e movimenti liberali, di tanti "GENERALI" senza TRUPPE.

TORNIAMO AD ESSERE PROTAGONISTI PER UN NUOVO RISORGIMENTO LIBERALE.

In qualità di Coordinatone Nazionale dell'Unione per Le Libertà aderiisco a nome personale e come UpL al Coordinamento Liberale per rinnovare l'Italia (MLA di de Blasio, Liberali di Morelli, Risorgimento italiano di Gaggiotti e altri), link, da sempre nostro obbiettivo comune, come da Statuto.

E che la  RIVOLUZIONE LIBERALE abbia inizio.

E ora una proposta, semplice semplice. E una esortazione.

E AI TANTI LIBERALI O CHE DICONO DI ESSERLO, IN PARLAMENTO O ELETTI AI VARI LIVELLI, SUBITO UN ASSIST, PER FARE GOA LNELLA PORTA DELL'ANTIPOLITICA: FARSI PROMOTORE DI UN INTERGRUPPO PARLAMENTARE/REGIONALE/PROVINCIALE/COMUNALE "LIBERALE", CHE PORTI AVANTI PROPOSTE "LIBERALI", IN MANIERA TRASVERSALE, OPPONENDOSI AD OGNI INIZIATIVA, SOTTO QUALSIASI FORMA, ILLIBERALE, ANTIDEMOCRATICA, E CHE AUMENTI LA PRESSIONE FISCALE. MENO STATO, PIU' LIBERTA', PER I DIRITTI CIVILE, DI TUTTI, SEMPRE E COMUNQUE.

E POI BASTA CON QUESTO GOVERNO DI TECNICI, ASSOLUTAMENTE ILLIBERALE, CHE PER SALVARE L'ITALIA, STA "SUICIDANDO" GLI ITALIANI. MONTI STOP, MONTI A CASA.

MENO STATO, PIU' LIBERTA'.

MENO "TECNICI" PIU' POLITICA, AL SERVIZIO NON DELLE CASTE O DELLE LOBBIES, MA DELL'INDIVIDUO, DEI CITTADINI.

BASTA TASSE, BASTA PRIVILEGI, BASTA CASTE!

https://www.facebook.com/groups/uplitalia/

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MA QUESTI CI SONO O CI FANNO? O CI STANNO PRENDENDO PER IL C***E ALLA GRANDE?

26 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

MA QUESTI CI SONO O CI FANNO? O CI STANNO PRENDENDO PER IL C***E ALLA GRANDE?

COPIO E INCOLLO, DAL CORSERA, VEDETE VOI. MI E' PURE PASSATA LA VOGLIA DI COMMENTARE!!!!

.......

L'acquisto di vetture «di media cilindrata» costerà 10 milioni di euro.

Lo Stato compra 400 auto blu, «rivolta» sul web

Mentre altri 800 mezzi sono inutilizzati

 

(Fotogramma)

ROMA - Lo Stato vuole acquistare altre «auto blu». Almeno altre quattrocento nuove berline di media cilindrata, cioè fino a 1.600. Ma il numero di veicoli potrebbe anche aumentare di un quinto, quindi di ulteriori 80 unità nel giro di un anno. Per una spesa di poco meno di 10 milioni di euro.

Il bando di gara non solo è stato già emesso dal ministero dell'Economia (il 24 gennaio), ma il termine per presentare le offerte è anche già scaduto, lo scorso 8 marzo (giorno in cui sono state aperte le buste dei concorrenti), quindi la procedura è in fase estremamente avanzata. E questo nonostante il «parco macchine» della Pubblica amministrazione sia arrivato, secondo il Formez (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle Pubblica amministrazione), a quota 60 mila. Diecimila auto blu di alta fascia, per ministri e alti dirigenti, e altre 50 mila auto di servizio, che costano complessivamente quasi 2 miliardi di euro l'anno al contribuente. Mentre sempre secondo il Formez circa 800 vetture giacciono inutilizzate nei garage. A quanto pare, però, alla Pubblica amministrazione le auto blu non bastano mai.

La vicenda è stata rilanciata giovedì dai siti del Giornale e del settimanale L'Espresso e, in poche ore su Facebook l'articolo ha superato i 6 mila «consiglia», a testimonianza della reazione dell'opinione pubblica davanti a notizie del genere, in un momento in cui tutti sono chiamati a tirare la cinghia. Nei giorni scorsi il bando è stato oggetto di un'interrogazione parlamentare da parte del deputato dell'Idv Antonio Borghesi, che ha chiesto spiegazioni sulla spesa al viceministro dell'Economia Vittorio Grilli. «Chiediamo come sia giustificabile un'asta di questo tipo, quando con provvedimenti successivi è stata prevista la riduzione di vetture: sia con decreti del 2010 entrati in vigore nel 2011, sia con un decreto del 2011 che ha ulteriormente previsto la riduzione dell'uso di auto blu, sia con due decreti del premier», dice il testo dell'interrogazione. In Parlamento il viceministro si è limitato a illustrare il funzionamento del bando pubblico e i suoi riferimenti normativi. Dalla Funzione pubblica ieri sera hanno fatto sapere che «non di un vero e proprio acquisto si tratta, ma di una convenzione della Consip, che imporrà alle singole amministrazioni di acquistare le vetture di cui avranno bisogno nei prossimi mesi al prezzo a cui si attesterà la migliore offerta che si aggiudicherà la gara».

Lo stesso monitoraggio del Formez già citato, però, indicava tra i fattori problematici della gestione del parco auto pubblico l'eccessivo numero di vetture di proprietà (79%),rispetto al noleggio (19%), e al leasing e comodato (1%). Per il Formez a parità di chilometraggio le auto noleggiate garantiscono un risparmio di spesa tra il 15 e il 18%. Il ministro per la Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, in Senato ha dichiarato l'intenzione di privilegiare, in futuro, il noleggio a lungo termine. Ma intanto lo Stato continua a comprare.

M.Antonietta Calabrò

twitter@maria_mcalabro26 aprile 2012 | 8:50

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IMU: ISTRUZIONI PER L'USO (o il NON uso?)!

26 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ECONOMIA

IMU: ISTRUZIONI PER L'USO. COME SI PAGA L'IMU, NUOVA TASSA/BALZELLO SULLA CASA.

TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE DOPO LE ULTIME MODIVICHE IN SENATO.

L'IMI, la nuova Imposta Immobiliare Unica che segna di fatto il ritorno dell'ICI sulla prima casa (venne abolita, ricorderete, dal Governo Berlusconi), anche se in realtà, oltre a questa, dovrebbe assorbire anche la TARSU, ma staremo a vedere, che più che eliminare vecchi tasse, sembrano, i tecnici, prediligere nuovi balzelli o aggravi di quelli esistenti, l'IMU dicevo, è già in vigore dal primo gennaio dell'anno in corso. Ma i contribuenti che lo vorranno (non sarebbe male un bello sciopero fiscale, infatti!), dovranno versarla entro il 18 Giugno (cadendo il 16.6, data prevista per il versamento della prima rata di sabato, la scadenza slitta automaticamente al lunedì successivo, quindi al 18. Il Decreto all'esame del Senato ha chiarito alcuni dei nodi per il pagamento della prima rata, ma a rendere più complicato il calcolo di quanto effettivamente dovuto dal contribuente (non solo ti chiedono soldi, ma cercano pure di complicarti la vita, se vuoi fare il cittadino modello (ma che andassero a pettinar le bambole!), c'è anche l'aumento dei coefficienti decisi dalla manovra Monti di dicembre. Ecco dunque qualche dritta per non perdere la bussole e pagare correttamente quanto dovuto allo stato in forza del nuovo balzello. SCADENZE: due le rate, come detto, la prima il 16.5 (di fatto slitta al 18.5, e costituisce l'acconto di quanto dovuto per quest'anno; il saldo invece dovrà essere corrisposto entro il 16 dicembre (che essendo di domenica, slitta di fatto il tutto al 17.12). SOGGETTO ATTIVO: ovvero chi deve pagare. I proprietari degli immobili, ma anche i possessori di diritti reali e di possesso. Non, invece, gli affittuari.

ALIQUOTE: quelle ordinarie, valide cioè sull'intero territorio nazionale, e fissate dal Governo, sono dello 0,4 per 100 ( o 4x1000) sulla prima casa; dello 0,76 (o 7,6 x 1000) sulle altre. Per i fabbricati rurali e strumentali all'attività agricola, quali fienili, stalle, cascine, l'aliquota è dello 0,2 per 100 ( 2 x 1000). I comuni potranno comunque aumentare (e siamo curiosi di vedere chi non lo farà, destra, sinistra, centro, quando c'è da prendere.....), o diminuire ( a me vien da ridere!), l'aliquota dello 0,2 entro il prossimo 30 settembre. Per l'anno corrente anche lo Stato, valutato il gettito derivante dall'acconto (effettivamente incassato, cioè), potrà decidere ulteriori ritocchi dell'aliquota di cui sopra, entro il 30 luglio (nuova ulteriore possibile stangata?). DETRAZIONI: in misura fissa di 200 euro per l'abitazione principale e ulteriori 50 euro per ogni figlio a carico, che non abbia compiuto i 26 anni.

AUMENTI DEI COEFFICENTI: E qui viene il bello. Monti e C. hanno deciso un aumento dei coefficienti catastali, che servono ad adeguare la rendita catastale degli immobili, sulla quale si calcola quanto detto sopra, che va aumentata del 5%, per arrivare al valore catastale, che è la base imponibile sulla quale si applicano le aliquota. Per ciò che concerne le abitazioni e le pertinenze (box, cantine, soffitte, mansarde) il coefficiente è passato da 100 al 160%.

COME SI CALCOLA PER LA PRIMA CASA: Vediamo in pratica cosa si deve fare. Va presa, per prima cosa, la rendita catastale, che emerge dalla visura catastale, la si rivaluta del 5% (in pratica va moltiplicata x 105%). L'importo così ottenuto va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente del 160%. Sul valore finale si applica l'aliquota ordinaria del 4%, anche se il Comune ha già deliberato le proprie aliquote. Quindi si sottraggono le detrazione come sopra indicato (200 euro quota fissa e 50 euro per ogni figlio a carico che non abbia ancora compiuto i 26 anni). L'importo dell'IMU così ottenuto andrà a questo punto diviso per due: una metà andrà pagata entro il 16 giugno, l'altra entro il 6 dicembre, con le correzioni in scadenza accennate precedentemente. Ovviamente poi a dicembre andrà ricalcolato il tutto, tenendo conto delle aliquote fissate dai vari Comuni di pertinenza degli alloggi di proprietà. Ovviamente dai calcoli per il versamento del saldo, andrà sottratto quanto già pagato a giugno, con la prima rata.

SECONDE CASE, e ulteriori: Identico il modo di calcolare il valore dell'immobile: Rendita Catastale x 105 x 160 = BASE IMPONIBILE. Un avolta ottenuta, l'aliquota d applicare sarà dello 0,76. Non sono previste, in questo caso, detrazioni di sorta. Entro il 16 giugno va versata la prima rata, entro il 16 dicembre la seconda, con lo slittamento già visto prima. In sede di SALDO il calcolo va fatto nuovamente sulla base delle aliquote decise dai singoli Comuni nei quali sono ubicati gli immobili, e dalla somma finale risultante, secondo quanto visto in precedenza, andrà sottratta la quota già versata in sede di acconto al 16 di giugno. NEGOZI E FABBRICATI RURALI: per le altre tipologie di immobile cambiano le modalità di calcolo della base imponibile. Dopo aver adeguato le rendite dl 5% (moltiplicando per 105), cambia il coefficiente, come segue: 55% per i negozi; 60% per i fabbricati rurali strumentali e per i capannoni industriale; 140% per i laboratori artigiani; 80% per gli uffici. L'aliquota da applicare sarà dello 0,76% con l'eccezione dei fabbricati rurali e strumentali, per i quali si applicherà l'aliquota dello 0,2%.

TUTTO CHIARO? E ora vedete un po' voi cosa volete fare! Personalmente credo sia giunta l'ora di reagire e di dare inizio alla RIVOLTA FISCALE E ALLA RIVOLUZIONE LIBERALE. Prima che sia troppo tardi. SALVARE L'ITALIA SI', SUICIDARE GLI ITALIANI, NO! VOGLAIMO VIVERE, VOGLIAMO USCIRE DALLA CRISI, VOGLIAMO LA RIPRESA ECONOMICA, PER UN FUTURO MIGLIORE PER I NOSTRI FIGLI, UN FUTURO DI LIBERTA'.

Galgano PALAFERRI

Coordinatore Nazionale Unione per le Libertà.

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ARTICOLO 18, LACCI, LACCIUOLI, DEBITI PA.

20 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

NOI E GLI ALTRI. ITALIA/UE

SALDO DEI DEBITI P.A./IMPRESE A CONFRONTO

Pagamento alle imprese da parte delle Pubbliche Amministrazioni nei principali paesi eurepei, numeri di gg.medi di ritardo.

 

ITALIA                  200    GG

GRECIA                157

SPAGNA                144

PORTOGALLO        138

BELGIO                  75

FRANCIA                71

IRLANDA                51

GRAN BRETAGNA     48

AUSTRIA                47

PAESI BASSI           46

GERMANIA              40

DANIMARCA           36

SVEZIA                  35

MEDIA UE              68

Si parla tanto e si è parlato, ultimamente, di articolo di 18, cose se lla riforma di questo forse la panacea per risolvere tutti i mali dell'Italia e far ripartire il nostro paese alla grande.

Ma se è anche vero che la Crescita Economica, che non c'è, e non ci sarà ancora a lungo, perdurando questa situazione, non si ottiene per decreto, per dirla con TREMONTI, è anche vero che la si può aiutare, con provvedimenti che vadano in una certa direzione. Come per esempio ridurre i gg. relativi al saldo dei debiti della P.A/IMPRESE, vedi tabella sopra, come per esempio valorizzando il capitale umano investendo sulla ricerca, sulla formazione, sull'innovazione.

Se i nostri giovani più promettenti se ne vanno, un motivo ci sarà pure. Sembra ieri quando l'allora Governatore della Banca d'Italia Guido Carli lamentava dei lacci e laccioli che bloccano l'econimia, la crescita, l'azienda Italia. Beh, son passati decenni, da allora, e la situazione è sempre quella, anzi è pure peggiorata. Un sistema Italia, culla del diritto, dove di certo, non c'e' più nulla, nepure le tasse che dovrai pagare, perche ogni anno, ogni mese, ogni giorno, riescono ad inventarsene di nuove, con servizi che peggiorano di pari passo, sia per l'azienda, sia per gli individue. E poi tutta una serie di leggi, leggine, regolamenti, necessità di autorizzazioni, su base nazionale, su base regionale, su base comunale, insomma ad ogni livello, in apllicazione di un assurdo concetto di federalismo, che, anzichè semplificare, tutto complica, che rende tremendamente complicato e queindi costoso, investire in Italia. Per non parlare dei problemi legati alle infrastrutture. Anni di attesa per la TAV, tratti autotradali fermi da decenni, allucinanti vicende legate ai rigassificatori, e chi più ne ha più ne metta. Ci manca solo che per far cassa, il governo MONTI imiti l'Argentina, nazionalizzando, che so, SKY, o qualche impresa straniera che casulamente faccia ancora utili in questo paese e poi vermanete saremmo da neurodeliri.

Dunque, un paese senza certezze. Sul presente, e a maggior ragione sul futuro. E vorremmo, in questo modo, incoraggiare le imprese straniere ad investire in Italia? Come no, i pochi imprenditori che ci sono, stanno scappando a gambe levte. Laddove vi è una legislazione chiara, tempi certi, un costo del lavoro accettabile, un sistema fiscale non vessatorio.

E per capire tutto questo, ci voleva unGoverno di tecnici?

Proprio vero, per salvare l'Italia, stanno suicidando gli italiani e le imprese.

E noi a subire, ancora in silenzio. Ma fino a quando?

RIVOLTA FISCALE, RIVOLUZIONE LIBERALE. E' ORA!

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LIBERALI e non liberali....

20 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

DA UPL (Unione per le Libertà, gruppo FB) segnalo:

LIBERALI  e non LIBERALI

“La destra conservatrice e clericale italiana tutte le volte che si trova in difficoltà, si riscopre liberale. Lo ha fatto Berlusconi nel ‘94, lo ha ripetuto nel 2001, 2006 e 2008. Dopo il completo fallimento ci riprova la sua controfigura Alfano insieme a Pisanu, due democristiani doc.  Cosa c’entrano questi signori col liberalismo?

Niente, insistiamo niente. Il conservatorismo clericale è una cosa, altro è la grande tradizione culturale filosofica politica e morale del pensiero liberale.” Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI, ha così commentato l’annuncio di Pisanu, riguardo la creazione di un nuovo soggetto liberaldemocratico.

Stefano De Luca

Segr.Gen. Naz. PLI

.................

Mi pare che Stefano, con la sua dichiarazione, abbia colto nel segno.

La direzione di marcia di Pisanu (come anche di Alfano e Frattini) sembra essere quella di fare la Costituente Popolare.

Obiettivo legittimo (ed anche utile per la dialettica democratica nel nostro Paese), che però coi liberali e col liberalesimo non c’entra nulla.

Ognino dovrebbe cercare di fare ciò che gli è più congeniale in relazione all’ideale di società che sta nel suo DNA, ed è quindi una buona cosa che i popolari tornino a fare il loro mestiere creando la loro casa, nella quale conferire tutte le loro energie intellettuali..

Tocca ai liberali, se ne saranno capaci, di fare la loro parte, dando vita ad una Costituente Liberaldemocratica per l’Italia del Futuro,

Enzo PALUMBO

Pres. Naz. PLI

...............

COMMENTO UpL

La domanda che vorrei porvi, amici Liberali, e porre a me stesso, posto che sia assai difficile immaginare un partito LIBERALE di duri e puri avente maggioranza relativa, almeno in Italia, i valori popolari e quelli liberali, son o non sono inconciliabili?

Perchè con qualcuno dovremmo pure allearci se vogliamo contribuire ad un'Italia più Libera, Liberale, Moderna.

Demonizzare da subito qualsiasi iniziativa promani dal centro-destra, bollandola come clericale, reazionaria e magari, già che ci siam, pure fascista, mi sembra un po' esagerato.

Certo che se avessimo la forza di governare da soli, senza se, senza ma, ne sarei davvero felice. Proviamoci, soprattutto proviamo a creare un forte polo LIBERALE per poter poi, andare a discutere e contrattare da posizioni di forza, con altri movimenti sicuramente democratici, siano essi popolar, o figli del socialismo democratico. Ma non bruciamoci mai i ponti dietro le spalle. E non bolliamo sic e simpliciter sempre e comunque legittime aspirazioni altrui.

Senza contare che trovo scarsamente LIBERALE distribuire patenti di LIBERALISMO a chicchessia! E c.que Tra Don Sturzo e Togliatti, continuo a preferire il primo!

E VOI?

Galgano PALAFERRI

Coordinatore Nazionale

Unione per le Libertà_Per la COSTITUENTE DEI LIBERALI ITALIANI (Tutti!).

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MARIO, E ABBASSARE LE SPESE, NO?

19 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ECONOMIA

MARIO MONTI: E ABBASARE LE SPESE, NO?

Di: Marcello FOA

 

Tra le tante manchevolezze del non più santissimo premier Mario Monti, una risulta colossale, eppure quasi mai evocata: il taglio della spesa pubblica. Fatto salvo Oscar Giannino, che conduce una battaglia quotidiana su Radio 24, e poche altre firme, la grande stampa nazionale scansa accuratamente l’argomento che dovrebbe essere al centro della riflessione pubblica e che invece passa sottotraccia. Perchè è scomodo e potrebbe provocare più di un imbarazzo al non più santissimo e talvolta un po’ smarrito Mario Monti. Allora meglio parlare d’altro.

 

Sia chiaro: non parlo di tagli indiscriminati, ma di riforme precise volte a ridurre e possibilmente eliminare sprechi che sono stati documentati decine di volte, nei comuni morosi, in certe zone del Meridione, negli enti pubblici desueti (a sud come a nord), nelle inefficienze dell’amministrazione pubblica, nella sanità, eccetera eccetera.

 

Ma affrontare questi temi è impopolare, richiede doti da vero statista, quasi una vocazione al martirio. La via è scomoda e il nostro premier si guarda bene dal praticarla. Da eurodirigista quale in realtà è nell’animo, preferisce usare la scure delle tasse e le politiche punitive che in parte sono necessarie, ma che finiscono per scoraggiare, anzi avvilire, l’Italia migliore, degli industriali, dei professionisti, che produce e continua a battersi, eroicamente.

 

Se anzichè frequentare solo le élites, il non più santissimo ma sempre glaciale Mario Monti, parlasse con la gente normale, se frequentasse la piccola e la media borghesia, si accorgerebbe dello scoramento che attraversa il Paese, ma è chiedergli troppo.

 

Lui non si abbassa. Lui tassa, gioisce e l’Italia va a rotoli.

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BANCHE,CHIUNQUE HA AVUTO UN FIDO POTREBBE CHIEDERE RIMBORSO MA NESSUNO LO SA!

8 Aprile 2012 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #UPL

Gli illeciti bancari più gravi, quelli che maggiormente danneggiano l'economia e pesano sulle tasche dei cittadini e delle aziende italiane sono quelli inerenti i fidi, in cui all'applicazione di un tasso di interesse eccessivo - ILLEGALE - si aggiungono l'accredito tardivo dei versamenti, le commissioni di massimo scoperto e l'anatocismo, ovvero la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi) infatti TUTTI coloro che hanno un fido - o che lo hanno avuto in passato - hanno il DIRITTO ed i requisiti per chiedere un RIMBORSO alla propria banca, un risarcimento che si attesta intorno al 10-12% dell'importo del fido per ogni anno della durata dello stesso.

 

Chi ha avuto un FIDO da 10.000€ per 5 anni, per esempio, ha diritto di recuperare 1.000-1.200€ all'anno, per un totale di 5-6.000€ !!! Chi ha avuto un FIDO di 10.000€ per 10 anni, ha diritto di recuperare un totale di 10-12.000€ E' possibile richiedere un rimborso entro 10 anni dalla CHIUSURA del Conto corrente (non del fido) dopo 10 anni che il conto corrente è chiuso, il "reato" va in prescrizione e non è più possibile fare rivalsa per recuperare il maltolto.

 

Ci sono aziende che hanno avuto fidi di importi elevatissimi, che spesso - a causa del tasso di interesse esoso applicato dalla banca - anziché ridursi negli anni come previsto, è lievitato negli anni: e guai a sconfinare dal fido previsto: in quel caso i tassi di interesse applicati divengono un vero e proprio salasso, capace di mandare sul lastrico anche una solida azienda.

 

Quando, nell'ambito del Comitato FermiamoLeBanche, illustriamo questi aspetti agli ignari cittadini, spesso riceviamo reazioni di incredulità e sbigottimento: a molte persone sembra impossibile che le banche agiscano abitudinariamente nell'illegalità, ma il fatto che agire in questo modo sia una prassi consolidata per le banche, non significa che ciò è legale, tantomeno accettabile.

 

Se tutti i commercianti non emettessero lo scontrino fiscale, diventerebbe legale non emetterlo? Quando qualche anno fa, prima dell'entrata in vigore della "patente a punti" nessuno indossava la cintura di sicurezza, era legale non metterla? Lo stesso principio vale per le banche: il fatto che tutte le banche applichino un tasso di interesse sui fidi troppo elevato, non significa che ciò sia lecito.

 

In italia sono MILIONI le persone e le aziende che avrebbero il diritto di RECUPERARE I SOLDI PAGATI INDEBITAMENTE, ma la stragrande maggioranza di loro ignorano questa possibilità, a causa del black out dell'informazione in merito: i mass media - succubi della politica - hanno innalzato una vera e propria cortina di silenzio, e persino le "associazioni dei consumatori" - che sono pronte ad imbastire "class action" addirittura per far recuperare ai cittadini poche decine di euro per il ritardo di un treno - evitano accuratamente di entrare in questi ambiti: mettersi contro il sistema bancario significa rinunciare a introiti pubblicitari, favori, finanziamenti.

 

L'associazione FermiamoLeBanche è nata anche per questo: cercare di bucare la corazza di collusioni che ha reso possibile questo sistema: far recuperare i soldi sottratti indebitamente ai cittadini, oltre ad esser un atto di giustizia, è anche l'unica strada praticabile per scardinare questo sistema.Migliaia di imprenditori, più o meno "piccoli" sono stati costretti a cessare la propria attività a causa dei debiti nei confronti delle banche, molti hanno dichiarato persino fallimento, alcuni si sono persino SUICIDATI dalla disperazione, stroncati dall'aver perso tutto, dall'esser oberati dai debiti, IGNORANDO IL FATTO che se avessero fatto causa al loro istituto, avrebbero ottenuto un cospicuo rimborso, con tanto di interessi.

 

Ma per chi fa rivalsa nei confronti della banca, l'epilogo è quasi sempre diverso. E' il caso di un imprenditore veneto, che si è presentato allo sportello di FermiamoLeBanche qualche mese fa; dopo diversi lustri di lavoro in cui consegnava alla banca il frutto del suo impegno, per ripagare un debito che non vedeva mai fine per il frequente aggravio di nuovi interessi, quando a causa della crisi ha visto ridursi il margine di guadagno ha cessato l'attività: e nonostante la banca si sia intascata il provento della vendita del capannone e dei macchinari, vantava ancora un credito di 50.000€ nei suoi confronti, somma insostenibile per una persona priva di reddito. L'unico "consiglio amichevole" che ha saputo dargli il direttore dell'istituto, è stato quello di vendere celermente la prima casa per ripianare il debito, prospettandogli il fatto che altrimenti, "sarebbe destinata ad andata all'asta" in un futuro prossimo.

 

Quando i legali di FermiamoLeBanche gli hanno ricalcolato il conto corrente secondo i parametri di legge - che prevedono interessi più bassi di quelli abitualmente richiesti dagli istituti - gli hanno comunicato che era lui che doveva ricevere dalla banca poco meno di 200.000€, una prospettiva molto diversa da quella che gli prospettava il direttore, che gli "consigliava" di vendere la prima casa per saldare un debito di 50.000€ richiesto indebitamente: gli brillavano gli occhi, stentava a credere alle parole degli avvocati. Quando i legali di FermiamoLeBanche hanno presentato il conto all'istituto, nel giro di pochi mesi l'uomo ha ricevuto un indennizzo di 150.000€: la banca ha preferito conciliare evitando di arrivare a sentenza, l'uomo non ha perso la casa e la somma ricevuta gli ha permesso di ricominciare una vita rilevando una piccola attività commerciale. Senza alcun debito con nessun istituto bancario.

 

L'associazione FermiamoLeBanche, fondata dall'Avv. Alfonso Luigi Marra nel 1987, da oltre 25 anni si occupa di questo tipo di cause, fornendo consulenza ai cittadini vessati dalle banche.

 

SE HAI AVUTO UN FIDO BANCARIO, RIVOLGITI A FERMIAMOLEBANCHE PER OTTENERE IL RICALCOLO DEL TUO CONTO CORRENTE E CHIEDERE ALLA BANCA UN RIMBORSO! si tratta di cause che hanno una percentuale di vittoria del 100%

 

PER INFORMAZIONI: email : consulenza_mdf@pas-fermiamolebanche.it

TEL: 3461755787

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AD ATENE NOI FACCIAMO COSI'. E a Roma?

6 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #UPL


Qui ad Atene noi facciamo così.

 

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

 

Qui ad Atene noi facciamo così.

 

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

 

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

 

Qui ad Atene noi facciamo così.

 

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

 

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

 

Qui ad Atene noi facciamo così.

 

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

 

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

 

Qui ad Atene noi facciamo così.

 

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

 

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

 

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

 

Qui ad Atene noi facciamo così.

 

 

Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

........

E con questa grande lezione di Democrazia e di Politica, senza necessità alcuna di commenti ulteriori, auguro a chi ci segue, una SERENA PASQUA, malgrado tutto e tutti. E possibilmente, non andate ai MONTI, quest'anno fanno male. L'aria è troppo.....rarefatta, non si respira!


Galgano PALAFERRI

Unione per le Libertà

ConfContribuenti Piemonte

Circolo PLI Città di Torino Luigi EINAUDI

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E FU RIVOLUZIONE FISCALE. (Tranquilli: in Irlanda!).

4 Aprile 2012 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ESTERI

Roma - Finora l'Ilranda e' stata come un bambino condiscendente che accetta senza lamentarsi la pillola amara dell'austerita'. Sia per il modo con cui la sua gente ha accettato di buon grado i rimedi molto severi del governo imposti dall'alto e dalle autorita' internazionali per scongiurare un default del debito, sia per i segnali di ripresa economica vista ultimamente.

Ma le cose sono cambiate nettamente negli ultimi giorni: nel fine settimana migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro le nuove misure di austerita' e rincari fiscali, mentre circa la meta' delle famiglie ha deciso che non paghera' una nuova tassa con scadenza annuale.

I prezzi immobiliari sono crollati. Le banche e le aziende sono fallite in massa, i nuovi posti di lavoro disponibili si sono ridotti al lumicino. E la gente fa fatica a pagare il mutuo.

Sono 4,6 milioni gli irlandesi che hanno sofferto per la crisi finanziaria scoppiata quattro anni fa e che ha costretto il governo a rivolgersi all'Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale per un prestito da $90 miliardi.

Gli irlandesi hanno sopportato a lungo tagli alle spese e aumento delle tasse drastici, guadagnandosi le lodi di Bruxelles. Ma sabato, dopo che 5 mila persone sono scese in strada a Dublino per manifestare contro il governo e le banche, ben 1,65 milioni di famiglie non si sono iscritte per il versamento di una nuova tassa annuale di 100 euro. Alla scadenza del termine, solo la meta' del popolo irlandese si era registrato.

Centinaia di migliaia di persone ora rischiano di subire delle multe e potenzialmente anche di finire a processo. Si tratta a tutti gli effetti di una rivoluzione fiscale che potrebbe smantellare la strategia del governo volta a rimettere in sesto l'economia e che rischia di rendere ancora piu' difficile l'implementazione delle nuove misure di austerita'.

L'introduzione della tassa contro le famiglie e' stata accolta con una campagna contraria lanciata da attivisti politici e anche piccole comunita', che hanno esortato tutti a boicottare la nuova imposta. Visto il successo riscontrato dalle iniziative, devono aver sicuramente stimolato un nervo scoperto.

Tra gli slogan campeggiavano "Non posso pagare, non paghero'". "Quando i banchieri pagano, allora pagheremo anche noi!". Chi si oppone alla tassa, sostiene che l'aliquota e' identica sia per i benestanti sia per i piu' poveri. L'indignazione e' alimentata dalla percezione generale che un gruppo elitario di banchieri, politici e agenti immobiliari ultra ricchi ha distrutto l'economia senza aver ancora pagato un soldo e senza aver ricevuto la punizione che si merita.

Come se non bastasse, tutto cio' sta accadendo mentre il paese si prepara a recarsi alle urne in occasione di un referendum sul Fiscal Compact. Un'eventuale bocciatura del nuovo patto di bilancio europeo il 31 maggio, quando andra' in scena il voto popolare, porterebbe alla fuga degli investitori stranieri necessari per la ripresa economica dell'isola. 

Secondo il ministro delle Finanze irlandese, Michael Noonan, si tratta di continuare "il processo di costruzione della fiducia nell'Irlanda", sottolineando che l'interessamento espresso questa settimana da un fondo sovrano cinese rispetto alle opportunita' d'investimento nell'isola non ci sarebbe stato "se non fossimo completamente coinvolti nell'Eurozona". 

Dello stesso avviso il premier Enda Kenny, che ha ricordato come la percezione dell'Irlanda da parte dei leader europei "e' cambiata completamente negli ultimi nove mesi" ed ora il Paese e' visto come destinazione per investimenti. Secondo un recente sondaggio, il 49% degli intervistati si e' dichiarato a favore del trattato, il 33% contrario mentre il 18% e' ancora indeciso.

<Da: http://www.wallstreetitalia.com/article/1354887/crisi-debito/in-irlanda-si-scatena-la-rivoluzione-fiscale.aspx >

......

E in ITALIA, quando?

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LA CASTA DEI GIORNALISTI CONTRO CHI FA LIBERA INFORMAZIONE SUL WEB.

2 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #UPL

Occhio a quello che scrivete sul vostro blog/sito personale, a ciò che postate su Facebook o Twitter o Youtube.

Rischiate di finire in un’aula di Tribunale. Denunciati (udite udite!) dall’Ordine dei giornalisti per “esercizio abusivo della professione”. E’ accaduto ad una web tv di

Pordenone, la  PnBox contro la quale, la Corporazione dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Il titolare della web tv, Francesco Vanin, rischia adesso sei mesi di carcere. L’accusa è (testualmente) quella di aver diffuso “gratuitamente notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale specie riguardo ad avvenimenti di attualità, politica e spettacolo”. Insomma quello che ogni giorno facciamo un po’ tutti, compreso chi scrive questo post: produrre gratuitamente informazione, diffondere contenuti, video, articoli, cercare di dare quelle notizie che magari altri (i giornalisti al servizio di qualcuno, politico o casta che sia!) cecano di nascondere. Noi cerchiamo, assieme a tanti altri amici, di fare una informazione libera, dando spazio a tutte le opinioni. Senza nascondere come la pensiamo. Ma fuori dal coro e contro ogni cenura. Che è sempre contraia alla democrazia e alla libertà.Fedeli ai Principi Liberali ai quali da sempre ci ispiriamo.

Sconcertante la posizione di Pietro Villotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia e autore dell’esposto. Interpellato sul caso ha risposto con un’intimidazione:  ”Il nostro esposto è a tutela della categoria e dell’ordine. Se viene  meno la garanzia della legge sulla stampa siamo nella giungla. E se le piattaforme online, dalle web tv ai blog, fanno informazione continuativa, allora noi tuteliamo la categoria”.

Loro tutelano la “categoria”, quel medievale ordine dei giornalisti  -che andrebbe abolito- noi invece difendiamo il nostro diritto di espressione garantito anche dalla Costituzione. Per questo continueremo a scrivere, postare, diffondere gratuitamente contenuti. Sperando di non dover scrivere, come Gramsci sotto il fascismo, le “lettere dal carcere”.

MA UNA BELLA BATTAGLIA lIBERALE, CONTRO TUTTI GLI ORDINI, INIZIANDO PROPRIO DA QUESTO, L'ORDINE DEI GIORNALISTI, CON UNA BELLA RACCOLTA DI FIRME, NO?

CHI, TRA LE TANTE ASSOCIAZIONI/MOVIMENTI/ BLOG....LIBERALI E NON SOLO, CI STA?

DA DOMANI SI PARTE!

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