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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

OSCAR GIANNINO: PER CHI LAVORA?

24 Ottobre 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

La risposta a chi dice “lavori per la sinistra”


Dal prossimo numero di Tempi

Di: Oscar GIANNINO

 DA: http://www.chicago-blog.it/


Il direttore di Tempi mi pone una domanda che secondo me vorrebbe essere sdrucciolevole. Prima la domanda, poi il perché potrebbe essere scivolosa. Il quesito è: ammesso e non concesso che Berlusconi e il suo governo abbiano esaurito la loro spinta e capacità di governo, l’opposizione sarebbe forse in grado di adempiere appieno o comunque meglio a ciò che l’Europa ci chiede? Domanda chiara, chiarissima. Che potrebbe  sottindere una convinzione che avverto comunque in crescita, tra lettori e ascoltatori che mi prestano attenzione, e tra costoro in quelli che sono o sono stati elettori di centrodestra, e che pensano mi sia spinto negli ultimi mesi un po’ troppo oltre nelle critiche al governo. Molti di loro mi dicono infatti: con le tue critiche sei diventato un sostenitore della sinistra. O lo sei diventato per convinzione, e allora restiamo stupiti ma dovresti dire perché. Oppure lo sei comunque diventato di fatto, e in tal caso come sostenitore inconsapevole  sei per certi versi anche peggiore di uno che cambia liberamente idea. Poiché questo genere di obiezioni fioccano davvero, per esempio in molti sms in tempo reale sul pc quando ogni mattina vado in diretta su Radio24, rispondo alla domanda di Tempi con ancor più gratitudine, perché mi consente di chiarire un punto importante. 

No, dal mio punto di vista non penso affatto che l’attuale arco eterogeneo dell’opposizione, dal Pd a Di Pietro alla sinistra antagonista che ha ritirato su la testa di fronte ai morsi della crisi e alla protesta che sale nelle piazze, sia o sarebbe meglio in grado di adempiere a ciò che ci ha chiesto l’Europa. O meglio: a ciò che responsabili uomini di governo avrebbero dovuto capire da mesi che andava fatto, per evitare che fosse comunque l’Europa a imporcelo con una poco gratificante e molto umiliante dimostrazione di superiorità nei confronti della nostra Italia. Il risolino di Sarkozy è rimasto sul gozzo anche a me, visto che si tratta di salvare le banche francesi assai più piene di carta pubblica di quelle italiane, tanto per cambiare esattamente come tre anni fa erano assai più piene di asset illiquidi di debito privato invece che pubblico. Proprio perché mi sta sul gozzo, ne avrei fatto volentieri a meno e da mesi sono stato tra chi ha chiesto al governo Berlusconi di azzerare le pensioni di anzianità risparmiando decine di miliardi di euro di spese correnti da destinare in parte all’abbattimento del cuneo fiscale, e di varare un maxipiano di cessioni immobiliari per abbattere lo stock di debito pubblico, e di centinaia di società pubbliche locali.

E’ evidente a chiunque sia un osservatore appena appena spassionato, che le opposizioni italiane attuali non sarebbero minimamente in grado di varare queste misure. La pensano diversamente, e non ne fanno mistero. Per l’abbattimento del debito pubblico pensano alla patrimoniale pescando nelle tasche dei cittadini – spero che il centrodestra non voglia fare lo stesso errore – e quanto al deficit pensano a tasse ancora più elevate di quelle aggiuntive introdotte quest’estate dal centrodestra, non certo a tagli di spesa né nelle pensioni né altrove. Vi è chi nel centrosinistra e nel Pd lo ammette del resto onestamente, e per esempio Enrico Letta proprio per questo ha ripetuto da mesi che nessuna coalizione oggi è in grado da sola di sostenere queste misure, ed è pe tale ragione che personalmente è a favore di un governo tecnico di emergenza che assuma sulle sue spalle l’impopolarità di misure che apparirebbero contrastanti le promesse del centrosinistra, come lo sono oramai risèpetto a molte promesse illusorie del centrodestra, vedi la posizione della Lega sulle pensioni.

Detto questo, per chi la pensa come me – liberare e liberista, antistalista non solo in generale ma perché convinto che da noi troppa spesa pubblica e troppo fisco rendano la crescita asfittica – la domanda vera è un’altra. Questa: bisogna pensare che parlare a voce alta delle magagne macroscopiche del centrodestra si fa un favore all’opposizione attuale che non è né liberale né liberista, oppure è due volte giusto farlo perché, oltre a puntare il dito nei confronti di fatti e responsabilità evidenti, è l’unico modo per immaginare un centrodestra domani capace di fare ciò che per mille ragioni e tutto quel che volte voi non è stato oggi in grado di fare? Ecco, io la penso proprio così. Penso che le idee che albergano nella mia testa e nel mio cuore vengono da prima di me e per fortuna mi sopravviveranno. Sopravviveranno anche alla cattiva prova data dal governo attuale. E perché sopravvivano meglio e non da sconfitto prigioniero dileggiato e incatenato al carro dello statalismo predatore – qualunque sia il diverso e rispettabilissimo ideale di giustizia sociale di chi ne sia invece convinto a differenza di me – allora bisogna non sottrarsi, al dovere della giusta critica anche spietata di Berlusconi e del suo governo. Solo così, chi la pensa come me sarà forse meno deriso domani. E in quel domani qualcuno avrà più possibilità di fare – da eletto in parlamento e da membro del governo – ciò che richiedono e pretendono i nostri princìpi e la nostra visione della persona e del benessere, della produttività e della globalizzazione mondiale, con tutta la sua carica di infinita umanità alla ricerca del riscatto che nel mondo nuovo dal mercato aspetta una risposta, non da economie pianificate e da megapatrimoniali a favore di Stati falliti.

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