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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

RIFLESSIONI LIBERALI

27 Ottobre 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

PUBBLICHIAMO UNA NOTA DEL PLI, RELATIVA AL "TEATRINO DI BRUXELLES" E ALL'ATTUALE SITUAZIONE ECONOMICA, IN QUANTO ASSOLUTAMENTE CONDIVISIBILE.
ANCHE NOI, COME UPL, RITENIAMO CHE L'ATTUALE SITUAZIONE POLITICO-ECONOMICA SIA GIUNTA AD UN PUNTO DI NON RITORNO, E CHE SOLO UNA VERA RIVOLUZIONE LIBERALE, RIFORME STRUTTURAIO VERE, RIFORMA DEL FISCO, STOP AI PRIVILEGI, ALLE CASTE E ALLA DIFESA DI INTERESSI PARASSITARII E DI PARTE. MANOVRE CHE FACCIANO RIPARTIRE L'ECONOMIA PER DAVVERO, UN GOVERNO AUTOREVOLE, LIBERALE, IN GRADO DI COMPIERE TUTTO CIO'. SENZA COMPROMESSI, MEZZE MISURE, ABBAIRE ALLA LUNA. L'UNICO MODO PER SALVARECI DAVVERO. E, DUNQUE, CHE LA RIVLOLUZIONE LIBERALE ABBIA ININZIO.
UNO SCATTO D'ORGOGLIO DA PARTE DI TUTTI.
VI ASPETTIAMO ALLA MARCIA DI LIBERAZIONE FISCALE, IL 26.11. A MILANO. PER RIPARTIRE. PERCHE' RIPARTIRE SI PUO'. BASTA VOLERLO.
I'VE A DREM, WE HAVE THE DREAM!
PLI: IL TEATRINO DI BRUXELLES
 
Di fronte ad una crisi economica di vaste proporzioni, paragonabile a quella disastrosa del 1929, sarebbero necessari leader politici in grado di assumere decisioni coraggiose ed allo stesso tempo di restituire ai mercati la necessaria fiducia.
Gli Stati Uniti, pur essendo il Paese che ha generato la crisi, hanno mostrato di avere voglia e capacità di reagire, anche se in un clima di forte contrasto tra il Presidente ed il Parlamento. L’Europa invece, segna il passo a causa della mancanza di leader all’altezza. Il siparietto di domenica scorsa, recitato dinnanzi alle telecamere di tutto il mondo da Sarkozy e la Merkel, ne ha dimostrato tutta la pochezza.
A sua volta l’Italia, forse ingiustamente, è apparsa l’anello debole del sistema continentale, soltanto a causa della scarsa credibilità del Premier che la rappresenta. Berlusconi, infatti, si è rivelato incapace di imporre al suo Governo la necessaria linea riformatrice, perché condizionato dalle divisioni interne e dalla pressione delle corporazioni. 
Purtroppo l’orgoglio italiano non può essere riscattato come nel 1948 dall’impresa di  un grande campione come Bartali. Assisteremo probabilmente durante la notte, alle comiche finali recitate da questi modesti teatranti, con il Governo italiano che si limiterà a scrivere la favola delle buone intenzioni e gli interlocutori dell’Unione Europea che saranno costretti a far finta di crederci.
Ancora una volta la parola passerà ai mercati ed il Vecchio Continente, diviso e mal guidato, avrà perso un’altra ottima occasione per risalire la china e giocare da protagonista sulla scena economica mondiale.
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