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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

italia

POLITICA, CASTA, PRIVILEGI.

26 Febbraio 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

CLASSE POLITICA: MA QUANTO MI COSTI?


CLASSE POLITICA: MA QUANTO MI COSTI?

 

RAPPORTO UIL: UN ESERCITO DI 1,3 MILIONI DI PERSONE IL CUI PESO E' PARI AL 2% DEL PIL.

LA MACCHINA POLITICA CI COSTA BEN 25 MILIARDI (DI EURO!) L'ANNO. SALUTE!

 

Secondo un recentissimo studio della Uil, dallo Stato Centrale alle Regioni, sino alle autu blu, la macchina politica, nel nostro paese, ha un costo di 24,7 miliardi di euro (sì euro!), l'anno e darebbe da vivere a 1,3 milioni di persone. Negli ultimi 10 anni, come si evidenzia nel rapporto, i costo della politica si sono incrementati del 40% e, in questo, siamo i primi d'Europa! Un primato di cui avremmo fatto volentieri a meno!

IN PARTICOLAE per il funzionamento degli organi dello Stato Centrale (Presidenza della Repubblica e Governo, Parlamento, Indirizzo dei Ministeri, Consulta) secondo il bilancio preventivo dello Stato, quest'anno i costi ammonterebbero ad oltre 3,2 miliardi di euro, che sta a significare per ogni contribuente circa 82 euro medi. Gli stipendi dei parlamentari, al contrario di quanto pubblicato su alcuni siti web, resterebbero invariati.

Per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio, sempre per l'anno in corso, le spese previste sono di 477 milioni di euro. 3,3 miliardi di euro quelle previste per gli Enti Locali(Regioni Province, Comuni), ovvero altri 85 euro pro-capite. Nel 2011 il solo costo di funzionamento di Consigli e giunte Regionali è stato di 1,4 miliardi che è pari al 14,2 del gettito derivante dall'addizionale IRPEF. La più scialosa la Sicilia, con un costo di 158 milioni spesi, sempre nel 2010, poi il Lazio con 128 milioni. Ma veniamo alle Auto Blu. Esse incidono, per quanto concerne la gestione, a 4, 4 miliardi annui. Per il personale di nomina politica, (i contrattualizzati, per segreterie di presidenti, sindaci e assessori), invece, 1,5 miliardi di euro.

E pe finire, i compensi per le cd. Spese di rappresentanza, il funzionamento dei C.di A., gli organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate ad Enti, locali e nazionali si sono spesi nell'anno appena terminato 2,5 miliardi di euro. Mentre per la direzione di Aziende Sanitarie e ospedaliere la cifra è stata di oltre 350 milioni di euro. Il totale, come detto, 25 miliardi di euro. Davvero un'enormità. Per questo la Uil lancia la campagna che facciamo nostri:

MENO COSTI, DELLA POLITICA = MENO TASSE.

E lo fa con l supporto di stime e simulazioni: i 24, 7 miliardi di euro equivalgono al 12,6 del gettito Irpef, che equivale a 640 euro annui per il contribuente.

Ma lo studio Uil non si ferma alla semplice "fotografia" della situazione, ma va oltre proponendo come "TAGLIARE", e risparmiare. Per esempio, sfrondando sperechi, inefficienze, e doppioni si potrebbero risparmiare 10,1 miliardi di euro l'anno. Un tesoretto da utilizzzare per ABBATTERE LE TASSE, a partire dall'azzeramento di pari importo delle addizionali regionali e comunali Irpef oppure per aumentare le tredicesime, detassandole, in media per circa 400 euro. Non molto, ma sempre meglio di niente, specie di questi tempi. E tutto ciò, assicurano gli esperti del sindacato, senza ridurre minimamente le prestazioni sociali/servizi al cittadinoi. Ma semplicemente decurtando del 20% i costi diretti o indiretti della politica (18,3 miliardi di euro). Dalla correzione delle inefficienze della P.A., derivante dallo sfoltimento  di Regioni e Provincie e dall'accorpèamento dei piccoli Comuni sotto i 5 mila abitanti (vecchia battaglia di Confcontribuenti), si potrebbero risparmiare ulteriori 6.4 miliardi di euro.

In Italia, come già scritto in altra Nota,  spendiamo il 30% in piu' per il funzionamento della politica, con una dinamica di crescita doppia rispetto agli altri Paesi dell'area euro. La strada che abbiamo indicato non sara' facile, ci saranno ostacoli da parte del sistema politico che in Italia e' pesante ma siamo convinti che questa e' una cosa da fare, un obiettivo da raggiungere, non una battaglia'. Una presa di coscienza andrebbe a beneficio del Paese, consentirebbe ai nostri uomini politici di avere un atteggiamento piu' morigerato, restituirebbe un po' piu' di credibilita' alla politica italiana, prevenendo i casi di sprechi denunciati ogni anno dalla Corte dei Conti in tutt’Italia. E sta anche a noi fare opera di informazione e di "pressione". Le elezioni sono vicine.....!

E' giunta l'ora, in altri termini, anche per la CASTA, finalmente, di mettersi a dieta.

E se non ci stanno con le buone? Beh, basta mandarli a casa, tutti! E basta con tutti questi "politicanti".

 

Già, ma i SINDACATI, invece, quanto mi costano? Ma questo è un 'altro capitolo, ancora da scrivere, e lo scriveremo, statene certi. Caste e privilegi hanno le ore contate, o almeno cercheremo di rendere la vita sai beneficiari sempre più difficile.

 

CONCONTRIBUENTI PIEMONTE, AVANTI.

MENO STATO, PIU' LIBERTA'.

 

P.S. per i "forti di stomaco" alcuni link di approfondimento, fonte Uil:

 

http://www.uilpensionatisardegna.it/documents/uilp/indagine_uil_costi_politica.pdf

http://www.uilpensionatisardegna.it/documents/uilp/elaborazione_uil_addizionale_irpef.pdf

http://www.uilpensionatisardegna.it/documents/uilp/federalismo_fiscale_considerazioni_uil.pdf

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CORREVA L'ANNO.....

25 Febbraio 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

RICORDIAMO, ANCHE ATTRAVERSO UN ARTICOLO-INTERVISTA A GIONATA PACOR PUBBLICATO SUL'OPINIONE DELLA LIBERTA', LA NASCITA DI CONFCONTRIBUENTI.

.............

 

QUASI UN ANNO FA.....!

 

In Italia c’è un sindacato per ogni singola categoria professionale. C’è un sindacato per gli attori e uno per i giornalisti, uno per i metalmeccanici e uno per gli imprenditori agricoli, uno per le banche e un altro per le banche cooperative. Ma mancava del tutto un’organizzazione che difendesse i diritti della più vasta e trasversale categoria di cittadini italiani (che, forse, proprio in forza della sua vastità e generalità, non ha una sua “coscienza” collettiva): i contribuenti.

La Confcontribuenti è nata per colmare questo vuoto, esattamente un anno fa (6 marzo 2010), a Roma, con una conferenza tenuta nella sede de L’Opinione, presentata da una pattuglia di liberali e libertari quali il giornalista Oscar Giannino, il direttore esecutivo dell’Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi, l’imprenditore agricolo Giorgio Fidenato. Protagonista, quest’ultimo della più semplice quanto eclatante battaglia contro il fisco: paga lo stipendio lordo in busta paga, perché non vuole lavorare (gratis) come esattore delle imposte per conto dello Stato. La prima mossa di Confcontribuenti è un contratto, o “pledge”, o patto che dir si voglia, firmato da candidati alle elezioni. Chi firma si impegna, una volta eletto, a non votare per l’aumento delle tasse.

 

Diverse le battaglie su singole tematiche sulle quali intendiamo impegnarsi invitando amiche/amici e simpatizzanti ad attivarsi con noi. . Quando ci sono spese inutili e sprechi, si fa attività di denuncia. Anche per cose apparentemente piccole, rispetto al giro di 800 miliardi di euro che passa per le mani dello Stato. Faremo battaglie per l’abolizione di tasse locali: possiamo chiedere l’abolizione delle strisce blu (parcheggio a pagamento), o della tassa sull’ombra (sui tendaggi davanti ai locali pubblici). Infine proporremo l’abolizione delle grandi tasse, a livello nazionale: il canone Rai, le accise sulla benzina (c’è ancora l’accisa per la ricostruzione del Belice), il bollo auto. La miglior tassazione possibile è l’aliquota unica, o flat tax: un’unica imposta per tutti i livelli di reddito. 

 

Non possiamo organizzare uno sciopero fiscale: è reato. Non possiamo nemmeno fare referendum: non sono ammessi in materia fiscale. Il rischio è quello di rimanere un sindacato che vuol graffiare pur non avendo unghie. L’unico mezzo che ci resta è l’informazione. E rovinare un po’ l’immagine di chi si rifiuta di abbassare le tasse e ridurre gli sprechi, anche se rischieremo di farci molti nemici. L’informazione serve, ha un seguito. “La Casta” è diventato un bestseller, per esempio. Su questo tema ci sono sempre forti emozioni. Dobbiamo fare opinione prima di fare pressione sulla classe politica. C’è poi una vasta gamma di azioni di protesta civili possibili, come pagare 108 euro invece che di 109 di canone: è una battaglia non lesiva, ma simbolica. 

 

E poi la grande battaglia di Libertà di FIDENATO. Sì, noi cercheremo di essere presenti nelle tappe principali del suo processo, diffonderemo sue notizie quanto più possibile. L'imprenditore Fidenato, dando lo stipendio lordo in busta paga ai suoi dipendenti, vuol far capire all’opinione pubblica che gli imprenditori italiani sono costretti a lavorare come esattori per lo Stato.

 

Assieme al Movimento Libertario (di cui Fidenato fa parte) e con Libertiamo (il Think Tank di Benedetto Della Vedova, Piercamillo Falasca e Carmelo Palma) presenteremo anche una proposta di legge per la busta paga trasparente.

 

E da qualche giorno, anche in PIEMONTE con Cnfcontribuente Piemonte, i Contribuenti possono avre qualche sepranza in più di tornare ad essere “CITTADINI e non più sudditi.

 

MENO STATO, MENO TASE, PIU' LIBERTA', PIU' INDIVIDUO, PIU' CRESCITA!

 

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ConfContribuenti: il punto della situazione

21 Febbraio 2011 , Scritto da Confcontribuenti Con tag #ITALIA

Scritto da Administrator

 Lunedì 21 Febbraio 2011 19:22

 

1) A febbraio sono già più che raddoppiati gli iscritti rispetto al 2010
Ringraziamo gli iscritti e in particolar modo quelli che hanno fatto delle donazioni. L’anno scorso ConfContribuenti ha avuto circa 70 iscritti, quest’anno a febbraio siamo giunti già a 150. Riteniamo che con l’avvio dell’impegno a difesa dei contribuenti gli iscritti inizino a crescere a ritmo più sostenuto.
Il gruppo su facebook ha circa 1550 iscritti, ma ricordiamo che l’iscrizione al gruppo non è al tempo stesso iscrizione all’associazione: per il 2011 l’iscrizione è gratuita e si effettua compilando il modulo on-line a questo indirizzo: http://www.confcontribuenti.eu/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=7
Iscrivetevi, invitate i vostri amici ad iscriversi e magari fate anche una piccola donazione (basta andare sul sito), con carta di credito o paypal: anche 5 euro sono i benvenuti!

2) Impegno a difesa dei contribuenti per le comunali 2011
Abbiamo iniziato a preparare l’impegno a difesa dei contribuenti per le comunali del 2011, tra l'altro preparando il testo dell'impegno ed un piano operativo.
Con questa iniziativa chiederemo ai candidati alle elezioni comunali di impegnarsi a ridurre le tasse comunali, a ridurre la spesa pubblica comunale e a mantenere il bilancio in pareggio.
Si voterà in 7 capoluoghi di regione e in 22 capoluoghi di provincia. Su questo progetto abbiamo trovato la collaborazione del Tea Party Italia.
La data delle elezioni si sta avvicinando e uno dopo l’altro vengono resi noti i candidati sindaci delle diverse coalizioni. 
Chi volesse collaborare all’iniziativa ha solo che da dirlo, sarà il benvenuto. Le attività da svolgere sono in sostanza 3 o 4: contattare i consiglieri comunali per invitarli a sottoscrivere l’impegno, diffondere le sottoscrizioni dell’impegno (attività da ufficio stampa: preparazione di comunicati per la stampa e per i siti internet), coinvolgere altre associazioni e soprattutto le associazioni di categoria per dare maggiore incisività all’iniziativa, eventualmente organizzare degli eventi locali per la presentazione dei firmatari.

3) Monfalcone
Monfalcone è una cittadina di 27.000 abitanti in provincia di Gorizia che va al voto in primavera. Qui ci attiveremo per promuovere la sua fusione con due comuni limitrofi che formano un unico agglomerato urbano di circa 50.000 abitanti. In tal modo si avrebbero delle economie di scala dalla fusione delle tre burocrazie e si ridurrebbero i consiglieri comunali da 84 a 40. Non si capisce infatti perché un agglomerato urbano di 50.000 abitanti debba avere più consiglieri comunali di Milano.
Questo sarà un progetto pilota e cercheremo di farne un “caso” su scala nazionale per proporre la fusione dei comuni minori su vasta scala.

4) Presenza sui media
Dopo i mesi di chiusura estiva dovuti all’attacco hacker, il sito sta riprendendo dei ritmi discreti di attività. Oltre al sito è ben attivo il gruppo facebook, che offre la possibilità di commentare e di condividere proponendo degli interventi a nuovi potenziali iscritti e simpatizzanti.
Abbiamo pubblicato un paio di articoli sull’Opinione, tra i quali l’intervista ad Andrea Bernaudo, che l’anno scorso ha firmato l’impegno a difesa dei contribuenti per le regionali in Lazio ed oggi è vicepresidente della commissione Bilancio. Inoltre abbiamo intervistato Marco Taradash, firmatario in Toscana e presidente della Commissioni per gli affari europei.
Va segnalata inoltre l’attività di Francesco Felloni in Toscana, che ha pubblicato diversi comunicati sulle pagine pisane del Tirreno e della Nazione.

5) Programmi futuri
Dopo l’iniziativa dell’impegno a difesa dei consumatori inizieremo delle battaglie mirate sulle tasse e/o sulla spesa pubblica. Si tratterà di scegliere delle battaglie che siano incisive (effetti consistenti in termini macroeconomici) e che al tempo stesso siano in grado di raccogliere il favore dei contribuenti. Un esempio in tal senso potrebbe essere la proposta Ichino per il licenziamento dei nullafacenti del settore pubblico, che potrebbe portare a ridurre del 3% i dipendenti pubblici in 3 anni.

Grazie per il vostro appoggio,
ad maiora!

Gionata Pacor - Presidente
Elisa Serafini - Tesoriere

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MILLEPROROGHE: NUOVE TASSE IN VISTA. E COME TI SBAGLI....

20 Febbraio 2011 , Scritto da confcontribuenti Con tag #ITALIA

Milleproroghe: nuove tasse in vista

 

Recentemente il Senato ha approvato il cosiddetto Decreto Milleproroghe contente disposizioni ed interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e famiglie. In questa sede ci preme porre in evidenza due passaggi che potrebbero avere ricadute negative sulle tasche dei contribuenti.

Nel primo caso si dà facoltà alla Regione nel quale sia stato dichiarato lo stato d’emergenza di elevare i tributi propri sino al massimo consentito dalla legge ( Irap, addizionale IRPEF, bollo auto ecc) e l’accise sui carburanti sino ad un massimo di 5cent/litro qualora il bilancio non rechi le disponibilità finanziarie sufficienti per effettuare le spese conseguenti; nessun accenno ovviamente alla eccezionale temporaneità che tale misure dovrebbero avere. Si ricordi che ad oggi il prezzo della benzina alla pompa è già gravato da questo tipo di accise “una tantum” per un’ammontare di 25cent€/litro. Si partì con un contributo di 1,9 lire per la Guerra d’Abissinia nel 1935 , si continuò con le 10 lire per il disastro del Vajont (1963 ) e l’alluvione di Firenze ( 1966) per finire ai 2cent/litro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri nel 2003. Tutti balzelli pensati per fronteggiare emergenze e rimasti per alimentare l’ingordigia della politica.

In quest’ottica è degno di riflessione anche il secondo passaggio sul quale desideriamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica. Alla legge n. 244 del 24 Dicembre 2007 che vieta agli enti locali di partecipare direttamente in società non strettamente necessarie per il conseguimento delle proprie finalità istituzionali si era aggiunta la norma che impediva ai comuni con popolazione sotto i 30mila abitanti di detenere quote in società di qualsiasi tipo, con l’obbligo di cederne le partecipazioni entro il 2011. Tale obbligo è stato prorogato al 2013 e decade se le società già costituite distribuiscono dividenti agli enti locali. Ciò offrirà ai piccoli comuni una nuova possibilità di tassare indirettamente il cittadino, elevando il costo dei servizi offerti in regime di monopolio dalla società partecipata, oltre che conservare la possibilità di distribuire posti e incarichi al di fuori da criteri di economicità ed efficienza.
Per fare un esempio, le società/enti partecipati direttamente dal solo Comune di Pisa sono 38 e ciò consente all’ente Comune di poter indicare quali membri di Consigli di amministrazione e di collegi di revisori contabili 55 su un totale di 136 amministratori ovvero più del 40% del totale. Nomine a favore di persone che difficilmente possono entrare nel merito della governance dell’azienda e ne avvallano quindi pedissequamente le linee di managment già tracciate in altre sedi  ( mi permetto di esprimere questo giudizio con cognizione di causa perché in passato e per brevissimo tempo ho avuto modo di coprire una delle suddette cariche ). E quanto costano queste 55 nomine? Per il 2010 la stima attendibile è di circa 750mila euro.

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LE 22 NUOVE TASSE DI BERLUSCONI. ECCO APPUNTO....., GRAZIE SILVIO!

20 Febbraio 2011 , Scritto da upl Con tag #ITALIA

PDL E LEGA IN CAMPAGNA AVEVANO DETTO CHE NON AVREBBERO AUMENTATO LE TASSE. VERO, INFATTI NON LE HANNO AUMENTATE, NE HANNO SEMPLICEMENTE MESSE DI NUOVE/ELIMINATE DETRAZIONI! NON FACCIO COMMENTI.


<UPL>

 

Le 22 nuove tasse di Berlusconi

 

 

TRAMITE CONCONTRIBUENTI

Abbiamo trovato questo post nella rete e volentieri lo riprendiamo. ConfContribuenti non lo condivide al 100% (ad esempio non sappiamo se in seguito alla privatizzazione le tariffe dell'acqua siano aumentate) ma offre degli spunti importanti.

 

1) Introdotta tassa di 30 euro più marca da bollo di 8 per ogni ricorso al giudice di pace.

2) Eliminata la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali;

3) Eliminata la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento degli insegnanti.

4) Cancellato il credito d' imposta, introdotto da Prodi, del 10% alle imprese che fanno ricerca ed innovazione.

5) Niente restituzione fiscal drag a lavoratori e imprese. 6)  Introduzione della cosiddetta tassa sulla tecnologia (lettori multimediali , telef. cellulari, computer). Costerà circa 100 euro a famiglia.

7) Aumento tariffe dell'acqua  (grazie alla privatizzazione fatta da Tremonti, art. 23 bis decreto legge 133/2008)

8) Aumento delle tariffe postali

9) Aumento pedaggi austostrade Anas

10) Aumento di 3 euro sui biglietti aerei per chi parte da Roma e Milano, per qualsiasi destinazione e su qualunque compagnia, low cost incluse.

11) Aumento biglietti dei treni, sia regionali che a lunga percorrenza.

12) Raddoppio dell' IVA sugli abbonamenti alle pay tv

13) Tabacchi: aumentano sigarette low cost e "fai da te"

14) Aumento canone Rai

15) Confermata l' applicazione dell' Iva sulla tassa rifiuti, nonostante sentenza contraria Corte Cosituzionale.

16) Stretta fiscale  sulle compagnie assicurative (che sicuramente si rifaranno sugli assicurati)

17) Imposta di scopo (i comuni possono istituire nuovi tributi, ad es. tassa di soggiorno per i turisti) per favorire investimenti nel territorio comunale.

18) Concessa alle regioni la possibilità di aumentare fino al 3% l' addizionale Irpef.

19) Istituzione pedaggio sui raccordi autostradali (ad es. Firenze-Siena, Roma-Fiumicino, Salerno-Avellino, tangenziale Bologna)

20) Aumento aliquota contributiva, dal 25 al 26%, per iscritti a gestione separata INPS (professionisti senza previdenza di categoria, venditori a domicilio  e lavoratori autonomi occasionali)

21) Aumenta al 10% (dal 7-8) l'aggio per la riscossione dei tributi concesso alla Riscossione spa. La nuova norma implica un aggravio per il contribuente pari al 2.5% circa in caso di pagamento dopo il sessantesimo giorno.

22) Tassa sul cinema, un euro a biglietto

 

Il governo Berlusconi non solo ha aumentato le aliquote di tasse e imposte già esistenti, creandone anche delle nuove, come quella sui ricorsi al giudice di pace, ma non ha cancellato manco una delle supposte "67 nuove tasse di Prodi". Tanto sbandierate dalla destra nella passata legislatura, sono ancora tutte li.

 

Alcune di queste non sono dovute all'azione del governo, almeno non a quella diretta. Ma il risultato è lo stesso: le tasse non si abbassano ma anzi aumentano.

 

FONTE:http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it/post/2587015.html

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CONFCONTRIBUENTI: CHI SIAMO.

20 Febbraio 2011 , Scritto da confcontribuenti Con tag #ITALIA

Chi siamo

 

La ConfContribuenti è nata il 16 gennaio 2010, assumendosi il compito di rappresentare gli interessi dei contribuenti di fronte allo Stato, di costituire un gruppo di pressione per spingere la politica alla riduzione della pressione fiscale e di costituirsi "parte sociale" nella concertazione. In altre parole, ConfContribuenti porta avanti una nuova "lotta di classe" che vede contrapposti "tax payers" da un lato e "tax consumers" dall'altro.

In Italia noi contribuenti non siamo rappresentati: le associazioni di imprese non spingono sufficientemente per la riduzione delle tasse visto che possono ricaricarle sui prezzi, i sindacati sono in conflitto di interessi, perché la maggior parte dei loro iscritti è fatta di pensionati o di statali, e quindi vive di tasse. Lo Stato, di qualunque colore sia il governo, è troppo attento ad accrescere continuamente la spesa pubblica per mantenere il consenso delle classi sociali e dei gruppi di interessi che lo sostengono.

La conseguenza e allo stesso la prova di ciò sta nel fatto che, secondo le statistiche ufficiali, nel 2009 le entrate dello Stato sono state superiori al 47 % di tutto quello che abbiamo prodotto, mentre la spesa pubblica è stata superiore al 52%, e nel fatto che ciascuno di noi, nonostante la pressione fiscale sia così alta, ha accumulato degli "arretrati" di tasse per oltre 30.000 € a testa: il debito pubblico.

Per opporci a tutto ciò ci dobbiamo organizzare, combattere delle battaglie per l'abbassamento della pressione fiscale e denunciare gli sprechi ma anche le spese inopportune. Il conflitto sociale è in genere descritto come il conflitto tra lavoratori e datori di lavoro. Riteniamo invece che ci sia un conflitto sociale molto più ampio, anche se ben mimetizzato con l'imposizione indiretta e con le tasse occulte. Si tratta del conflitto tra la parte del paese che produce ricchezza e la parte del paese che vive della ricchezza sottratta ad altri per mezzo delle tasse. Il valore del lavoro di un dipendente va in media per il 3% al suo datore di lavoro (sempre che l'impresa faccia utili), per il 33% al dipendente stesso e per il 64% allo Stato. Per questo riteniamo di poter difendere gli interessi dei lavoratori meglio dei sindacati, e vogliamo invitare i lavoratori ad unirsi a liberi professionisti e imprenditori nel chiedere allo Stato di fare un passo indietro.

Ma i contribuenti non sono solo i lavoratori: sono le famiglie, che si vedono obbligate a pagare per dei servizi pubblici scadenti, i consumatori, che per qualsiasi cosa acquistino devono pagare l'IVA o altre tasse, accise e imposte, i liberi professionisti, che si vedono portar via dallo Stato la gran parte dei loro guadagni, e le imprese, che da una parte vedono certi loro concorrenti stranieri diventare sempre più competitivi perché non sono gravati da un simile peso dello Stato, e dall'altra vedono altri concorrenti (italiani e stranieri) essere avvantaggiati dalle sovvenzioni, quando per le loro dimensioni riescono ad influire sulle decisioni della classe politica e degli amministratori. Noi della ConfContribuenti ci stiamo strutturando per portare avanti delle battaglie a vantaggio di tutti i contribuenti.

Non vogliamo essere un pensatoio che si limita a suggerire delle idee, dei progetti o delle leggi alla politica, e tantomeno vogliamo essere un'associazione partitica che si presenta alle elezioni e cerca di occupare dei posti retribuiti con i soldi dei contribuenti: vogliamo dar vita ad un movimento ampio che abbia la forza di imporsi e di pretendere che lo Stato tolga le mani dalle nostre tasche. E vogliamo farlo senza ricevere nessun contributo dallo Stato.

Puoi contribuire con la tua iscrizione, con una donazione o collaborando con noi alle nostre battaglie. Per il 2011 l'iscrizione è gratuita.

Unisciti a noi per difendere tutti assieme i nostri e i tuoi soldi.

 

ConfContribuenti

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E DA ORA, ANCHE IN PIEMONTE. LOTTA CON NOI!

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