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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

italia

ARTICOLO 18, LACCI, LACCIUOLI, DEBITI PA.

20 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

NOI E GLI ALTRI. ITALIA/UE

SALDO DEI DEBITI P.A./IMPRESE A CONFRONTO

Pagamento alle imprese da parte delle Pubbliche Amministrazioni nei principali paesi eurepei, numeri di gg.medi di ritardo.

 

ITALIA                  200    GG

GRECIA                157

SPAGNA                144

PORTOGALLO        138

BELGIO                  75

FRANCIA                71

IRLANDA                51

GRAN BRETAGNA     48

AUSTRIA                47

PAESI BASSI           46

GERMANIA              40

DANIMARCA           36

SVEZIA                  35

MEDIA UE              68

Si parla tanto e si è parlato, ultimamente, di articolo di 18, cose se lla riforma di questo forse la panacea per risolvere tutti i mali dell'Italia e far ripartire il nostro paese alla grande.

Ma se è anche vero che la Crescita Economica, che non c'è, e non ci sarà ancora a lungo, perdurando questa situazione, non si ottiene per decreto, per dirla con TREMONTI, è anche vero che la si può aiutare, con provvedimenti che vadano in una certa direzione. Come per esempio ridurre i gg. relativi al saldo dei debiti della P.A/IMPRESE, vedi tabella sopra, come per esempio valorizzando il capitale umano investendo sulla ricerca, sulla formazione, sull'innovazione.

Se i nostri giovani più promettenti se ne vanno, un motivo ci sarà pure. Sembra ieri quando l'allora Governatore della Banca d'Italia Guido Carli lamentava dei lacci e laccioli che bloccano l'econimia, la crescita, l'azienda Italia. Beh, son passati decenni, da allora, e la situazione è sempre quella, anzi è pure peggiorata. Un sistema Italia, culla del diritto, dove di certo, non c'e' più nulla, nepure le tasse che dovrai pagare, perche ogni anno, ogni mese, ogni giorno, riescono ad inventarsene di nuove, con servizi che peggiorano di pari passo, sia per l'azienda, sia per gli individue. E poi tutta una serie di leggi, leggine, regolamenti, necessità di autorizzazioni, su base nazionale, su base regionale, su base comunale, insomma ad ogni livello, in apllicazione di un assurdo concetto di federalismo, che, anzichè semplificare, tutto complica, che rende tremendamente complicato e queindi costoso, investire in Italia. Per non parlare dei problemi legati alle infrastrutture. Anni di attesa per la TAV, tratti autotradali fermi da decenni, allucinanti vicende legate ai rigassificatori, e chi più ne ha più ne metta. Ci manca solo che per far cassa, il governo MONTI imiti l'Argentina, nazionalizzando, che so, SKY, o qualche impresa straniera che casulamente faccia ancora utili in questo paese e poi vermanete saremmo da neurodeliri.

Dunque, un paese senza certezze. Sul presente, e a maggior ragione sul futuro. E vorremmo, in questo modo, incoraggiare le imprese straniere ad investire in Italia? Come no, i pochi imprenditori che ci sono, stanno scappando a gambe levte. Laddove vi è una legislazione chiara, tempi certi, un costo del lavoro accettabile, un sistema fiscale non vessatorio.

E per capire tutto questo, ci voleva unGoverno di tecnici?

Proprio vero, per salvare l'Italia, stanno suicidando gli italiani e le imprese.

E noi a subire, ancora in silenzio. Ma fino a quando?

RIVOLTA FISCALE, RIVOLUZIONE LIBERALE. E' ORA!

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LIBERALI e non liberali....

20 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

DA UPL (Unione per le Libertà, gruppo FB) segnalo:

LIBERALI  e non LIBERALI

“La destra conservatrice e clericale italiana tutte le volte che si trova in difficoltà, si riscopre liberale. Lo ha fatto Berlusconi nel ‘94, lo ha ripetuto nel 2001, 2006 e 2008. Dopo il completo fallimento ci riprova la sua controfigura Alfano insieme a Pisanu, due democristiani doc.  Cosa c’entrano questi signori col liberalismo?

Niente, insistiamo niente. Il conservatorismo clericale è una cosa, altro è la grande tradizione culturale filosofica politica e morale del pensiero liberale.” Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI, ha così commentato l’annuncio di Pisanu, riguardo la creazione di un nuovo soggetto liberaldemocratico.

Stefano De Luca

Segr.Gen. Naz. PLI

.................

Mi pare che Stefano, con la sua dichiarazione, abbia colto nel segno.

La direzione di marcia di Pisanu (come anche di Alfano e Frattini) sembra essere quella di fare la Costituente Popolare.

Obiettivo legittimo (ed anche utile per la dialettica democratica nel nostro Paese), che però coi liberali e col liberalesimo non c’entra nulla.

Ognino dovrebbe cercare di fare ciò che gli è più congeniale in relazione all’ideale di società che sta nel suo DNA, ed è quindi una buona cosa che i popolari tornino a fare il loro mestiere creando la loro casa, nella quale conferire tutte le loro energie intellettuali..

Tocca ai liberali, se ne saranno capaci, di fare la loro parte, dando vita ad una Costituente Liberaldemocratica per l’Italia del Futuro,

Enzo PALUMBO

Pres. Naz. PLI

...............

COMMENTO UpL

La domanda che vorrei porvi, amici Liberali, e porre a me stesso, posto che sia assai difficile immaginare un partito LIBERALE di duri e puri avente maggioranza relativa, almeno in Italia, i valori popolari e quelli liberali, son o non sono inconciliabili?

Perchè con qualcuno dovremmo pure allearci se vogliamo contribuire ad un'Italia più Libera, Liberale, Moderna.

Demonizzare da subito qualsiasi iniziativa promani dal centro-destra, bollandola come clericale, reazionaria e magari, già che ci siam, pure fascista, mi sembra un po' esagerato.

Certo che se avessimo la forza di governare da soli, senza se, senza ma, ne sarei davvero felice. Proviamoci, soprattutto proviamo a creare un forte polo LIBERALE per poter poi, andare a discutere e contrattare da posizioni di forza, con altri movimenti sicuramente democratici, siano essi popolar, o figli del socialismo democratico. Ma non bruciamoci mai i ponti dietro le spalle. E non bolliamo sic e simpliciter sempre e comunque legittime aspirazioni altrui.

Senza contare che trovo scarsamente LIBERALE distribuire patenti di LIBERALISMO a chicchessia! E c.que Tra Don Sturzo e Togliatti, continuo a preferire il primo!

E VOI?

Galgano PALAFERRI

Coordinatore Nazionale

Unione per le Libertà_Per la COSTITUENTE DEI LIBERALI ITALIANI (Tutti!).

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ITALIA "SUICIDATA".

1 Aprile 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

Dal sito del PLI

http://www.partitoliberale.it/dopo-il-rigore-la-promessa-della-crescita-ma-quando/#comment-4258

leggo:

“Mentre i sindacati conducono un’opposizione ad oltranza e priva di senso all’urgente riforma del lavoro, condizionando il PD che tergiversa dimostrando di esserne supinamente subalterno, il Paese è alla disperazione, con operai e piccoli imprenditori che tentano il suicidio. La destra si preoccupa soltanto di tutelare gli interessi del loro capo, – ha affermato il Segretario Nazionale del PLI Stefano de Luca – nel campo giudiziario e televisivo. Ma che fa il Terzo Polo per accelerare l’approvazione del provvedimento sul lavoro? Non dovrebbe sollecitare un intervento deciso del Governo, al fine di costringere le Banche a fare il proprio mestiere di finanziatori delle attività economiche, ed aprire l’indifferibile pagina della riforma fiscale che sta portando il Paese alla povertà e le imprese al fallimento?

Dopo il rigore, era stato promesso di intervenire per la crescita. L’Italia non può più aspettare. I Liberali intendono mettere in campo tutte le iniziative necessarie ad evitare un disastro ancora incombente.”

 

Il mio commento, ma mi piacerebbe leggere anche i vostri.

 

 Un rigore a senso unico, dove a pagare i soliti noti. Con una nuova emergenza: il Suicidio di chi non ce la fa più, nell'indifferenza delle istituzioni.Altro che parlare di crescita, quando per "salvare l'Italia" si sta uccidendo, lentamente, un intero popolo, altro che parlare di terzo polo, che è sempre più un illusione, se anche Casini è pronto a sacrificare l'UDC, pper nuovi assetti, non si capisce bene quali e nell'interesse di chi.Io credo, noi crediamo, come UpL, al contrario, che sia giunto il momento:1. di staccare la spina a questo governo di tecnici, fatto di maestrine e di primi della classe, ce, solo xchè non votati, si sentono autorizzati a fare di tutto di più.2. Dare vita alla Costituente Liberale per una Nuova Italia, dalla parte delle gente, dell'individuo, di chi produce.  Basta fare i reggicoda, di una classe politica fallita, dei sindacati, delle Caste o dei tanti, troppi, privilegiati (non solo politici). Basta con ipotesi di riforma elettorale buone solo per permettere a questi partiti o, meglio, alle segreterie, di decidere per noi. Che tanto, ormai, la sovranità popolare è solo sulla carta.  I giornali ogni giorno sono pieni di tabelle e raffonti economici drammatici. Che è persino inutile riportare. Però poi il Governo Monti è il migliore che avremmo mai potuto desiderare. Le tasse alle stelle sono bellissime, i rincari delle tarffe un dono del signore.....e la gente continua a morire. Da quì il titolo.

Che i LIBERALI ITALIANI siano gli iniziatori di quella Rivolta Morale, Rivoluzione Liberale, di cui si continua a parlare da anni senza farla, per uscire dal tunnel della recessione e della disperazione.Basta chiacchere, passiamo ai fatti. L'Italia e gli Italiani, assieme, ce la possono fare. Ma non con questo governo, non che questi politici, che pensano solo a sè stessi e ai loro privilegi. E che quando sul sito del PLI si scrive "I Liberali intendono mettere in campo tutte le iniziative necessarie ad evitare un disastro ancora incombente”, si indichino quali siano queste iniziative. Perchè le chiacchere stanno a zero. La diagniosi è sotto gli occhi di tutti. Le soluzioni, a ora, non si vedono, o non ci vengono date o quelle proposte non portano da nessuna parte, anzi.....!

 

Buona Pasqua a tutti, e che sia una Pasqua senza Agnelli, anche loro preferiscono vivere!

 

Galgano PALAFERRI

Coordinatore Nazionale Unione per le Libertà

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VERSO IL CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO LIBERALE ITALIANO...RIFLESSIONI....

15 Marzo 2012 , Scritto da GALGANO PALAFERRI Con tag #ITALIA

Ieri si è svolta l'ultima Direzione Nazionale prima del Congresso del Partito Liberale Italiano.

Confermato per il 23/24/25 Marzo 2012, momento più altro nella vita di un partito "vero".

A chi, sul sito si augura un "GRANDE CONGRESSO LIBERALE E UNITARIO", vorrrei aggiungere un altro aggettivo, che per noi sarebbe ancora più importante: 

i "COSTITUENTE".

 L'ora della Diaspora dei Liberali in mille rivoli deve finire. Il momento è quello giusto. Dobbiamo da LIBERALI tornare ad essere protagonisti. Basta coi generali senza truppe. Facciamo tutti quanti un passo indietro, costruiamo la vera Alternativa Liberale a questo sistema di caste, oligarchie, furbett, privilegiati, tecnici, assasini della democrazia.

Noi siamo" LIBERALI", senza "sè" e senza "ma", gli altri dicono di esserlo, ma spesso, lo sono solo a parole, lungi da me il voler attribuire a chicchessia patenti di liberalismo..

Basta con le divisioni, che non fanno altro che portare il paese sempre più allo sbando. Basta con la Dittatura dei Tecnici e dei segretari di partito, che tutto decidono, per noi. Rompiamo le catene di questo Stato "patrigno", dissipatore di ricchezze altrui, che tutti vorrebbe in mutande.

Riaffermiamo i Principi di Libertà, i principi Liberali, le battaglie, le sacrosante battaglie per i diritti civili. Dalla parte del Cittadino, Utente, Contribuente, dell'Individuo. Basta essere sudditi, basta farci comandare. Basta con lo strapotere del fisco, di Equitalia, basta con lo stato di polizia.

Cambiare si può, cambiare si deve. Per l'Italia Libera nella Libera Europa dei Popoli.

Questa è da sempre la posizione dell'Unione per le Libertà, e su queste posizioni e da queste posizioni, intendiamo batterci per un Congresso Nazionale PLI COSTITUENTE. Non perdiamo questo treno, forse l'ultimo, non ce lo possiamo permettere. Ultima chiamata per la Difesa delle Libertà.

Stefano DE LUCA il nostro Segretario, ha dato tantissimo a questo partito, gliene siamo tutti grati e riconoscenti.

Ma è giunta l'ora di voltare pagina, per nuovi più ambiziosi traguardi: tornare ad essere protagonisti della Storia di questo paese.L'auspicio, il nostro auspicio più sincero è che tutti possano rendersene conto.

E' il momento delle grandi scelte LIBERALI, non delle contrapposizioni sterili e perniciose. Guardiamo avanti, con umiltà, a testa alta. Il futuro ci appartiene. L'Italia potrà tornare a crescere, anche grazie a noi.

Buon Congresso a tutti.

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La casa costerà il triplo per colpa dell’Imu Adesso ci toccherà pure rimpiangere l’Ici.

9 Marzo 2012 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

 

La casa costerà il triplo per colpa dell’Imu. Adesso ci toccherà pure rimpiangere l’Ici

di Antonio Signorini

Tratto da: Il Giornale.


Rendite catastali rivalutate e aliquote a discrezione dei sindaci

annullano la detrazione: si paga fino al 200% in più.

Il passaggio dall'Ici a quell'Imu comporterà aumenti che in molti casi superano il

200%. Le leve principali della nuova imposta municipale sono in mano ai Comuni

che sono intenzionati a utilizzarle tutte, innanzitutto alzando l¶aliquota

dell¶imposta fino ai livelli massimi consentiti. I rincari delle aliquote, insieme

all¶aumento dei moltiplicatori, annullano l¶e etto gli sgravi che il governo aveva

introdotto per non colpire eccessivamente le famiglie

Roma - Se l’Ici era la tassa più odiata dagli italiani, tanto da spingere l’ex premier

Silvio Berlusconi a sceglierla tra tutte le imposte quando si trattò di decidere il

primo taglio fiscale, l’Imu, che prenderà il suo posto, è destinata a diventare il

babau del contribuente italiano, visto che il passaggio dalla vecchio tributo a quello

nuovo comporterà aumenti che in molti casi superano il 200%.

Le leve principali della nuova imposta municipale sono in mano ai Comuni che

sono intenzionati a utilizzarle tutte, innanzitutto alzando l’aliquota dell’imposta

fino ai livelli massimi consentiti.

Il Sole24ore ha anticipato le decisioni dei capoluoghi di provincia e il risultato è

sconfortate per i contribuenti. I sindaci, che potrebbero anche aumentare le

addizionali Irpef, sembrano intenzionati a concentrarsi sul mattone. Ê il caso di

Milano e di Firenze dove l’aliquota sulla prima casa dovrebbe rimanere al 4 per

mille, mentre quella «ordinaria» sugli altri immobili dovrebbe andare al 9,6 o al

10,6 per mille, con possibili sconti per le case date in affitto agevolato e

penalizzazioni per gli edifici di banche e assicurazioni. Comunque più alta

dell’aliquota di riferimento indicata dal governo nel decreto «salva Italia»: 7,6 per

mille. Va peggio a Roma dove sulla prima casa l’aliquota andrà al 6 per mille e

quella sugli altri immobili, commerciali e seconde case, al livello massimo del 10,6.

Rincari anche in tutte le altre città. Torino 5 per mille e 9,8; Genova 4 o 5 e 10,6,

fino a Caserta, 6 e 10,6 per mille.

I rincari delle aliquote, insieme all’aumento dei moltiplicatori (cioè la cifra che,

moltiplicata per la rendita catastale aggiornata, dà l’imponibile) di fatto annullano

l’effetto gli sgravi che il governo aveva introdotto per non colpire eccessivamente le

famiglie (le detrazioni fino a 200 euro per le abitazioni principali più 50 euro per

ogni figlio, fino a un massimo di 400 euro), in particolare per le case più grandi.

Dal trilocale in su, si prospetta un rincaro di centinaia di euro l¶anno anche sulle

prime case.

Ma è sugli uffici, le case in affitto, sfitte e sugli immobili commerciali che si

sentiranno gli aumenti più consistenti. A Milano un ufficio di 250 metri quadrati

passerà dai 3.123,5 euro dell¶Ici ai 9.595,4 dell¶Imu. Più 207%. Aumento in

percentuale ancora più marcato per i negozi (quasi 211%). Aumenti medi del 155%

a Torino. Più che raddoppiata l¶imposta a Firenze per case in affitto, negozi e uffici.

Poco meno, intorno al 140%, i rincari romani. Sfiorano il 100% quelli di Genova.

Il conto che i contribuenti si apprestano a pagare è quello della partita tra governo

ed enti locali sulla ripartizione delle risorse. A fronte di continui tagli ai

trasferimenti, si è data la possibilità ai Comuni di compensare attraverso il fisco.

Quindi con le addizionali e con l¶aliquota Imu. Il termine dei municipi per

presentare i bilanci preventivi del 2012 e quindi fissare l¶imposta è stato spostato al

30 giugno, quindi fino ad allora sono possibili cambiamenti. Ma alcune decisioni

sembrano già definite. Pochi giorni fa il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha

ammesso che l¶amministrazione «sta lavorando» alla definizione dell¶aliquota sulla

prima casa. Difficile quindi che resti al 4 per mille.

Tra gli effetti perversi della nuova normativa, il fatto che l¶abolizione dell¶Irpef sulle

proprietà fondiarie (assorbita dall¶Imu) premierà i proprietari degli immobili sfitti e

penalizzerà chi dichiara un affitto. Ad esempio a Milano per i primi il rincaro sarà

del 50% per i secondi del 207%. Se i Comuni non interverranno è un incentivo ad

affittare in nero.

...............

‹ DA: IL GIORNALE ON LINE

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DA IRAP RISCHIO STANGATA DA 3,5 MILIARDI PER LE IMPRESE.

5 Marzo 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

Girovagando per il web, ci siamo imbattutti in un'ottimo quotidano on-line "L'Indipendenza"  lo trovata a questo link: http://www.lindipendenza.com.

Quello che riportiamo è un post che ci ha colpito, l'ennesimo, per la descrizione/previsione di una realtà un po' tragica, e che dipinge di tinte fosche il futuro delle ns.impree. L'ennesima conferma, che prima il Governo Monti se ne andrà, meglio sarà. Per tutti. Altro che riproporlo, magari a capo di una Grande Alleanza a tre, Pd-Pdl-Terzo polo, nel 2013.

 

Lo sblocco dei tributi locali e regionali previsto per l’anno d’imposta 2012 dal decreto sulle semplificazioni fiscali rischia di tramutarsi in una stangata da 3,5 miliardi per le imprese del Centro-Nord. L’allarme e’ della Cgia di Mestre, secondo cui questa e’ la cifra che si raggiungerebbe “se le Regioni, ormai sempre piu’ a corto di risorse finanziarie, decideranno si aumentare l’aliquota Irap di un punto, portandola al limite massimo del 4,82%”. Non tutte, pero’, potranno mettere mano agli aumenti.
Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, ad esempio, hanno le mani legate, visto che gia’ da tempo hanno dovuto portare l’aliquota al livello massimo per comprimere il disavanzo sanitario. E, anzi, Molise, Campania e Calabria, non essendo state in grado di rispettare il piano di rientro imposto dal tavolo di monitoraggio guidato dal ministero dell’Economia e da quello della Sanita’, sono state costrette ad applicare un’aliquota aggiuntiva dello 0,15%. Pertanto, i probabili aumenti interesseranno soltanto le imprese ubicate nelle regioni del Centro-Nord. Nel 2012, con le aliquote attualmente in vigore, il gettito Irap a carico delle imprese private dovrebbe attestarsi a 21,4 miliardi. Nell’ipotesi che tutte le regioni autorizzate aumentino l’aliquota di un punto, potrebbe raggiungere i 25 miliardi, con un saldo positivo di 3,5 miliardi.

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DOPO IL CONGRESSO (anzi i CONGRESSI) del PDL (torinese).

5 Marzo 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

DOPO IL CONGRESSO DEL PDL, DOPO LE RISSE DI QUESTI GIORNI.....VERREBBE DA DIRE E PENSARE....COME SIAMO CADUTI IN BASSO, E NON VOGLIO PARTEGGIARE PER NESSUNO DEI CONTENDENTI, ORMAI E' FINITA, INTENDO LA COMPETIZIONE ELETTORALE INTERNA. E LO CHIAMAVANO: "PARTITO DELLA LIBERTA"'! PECCATO DAVVERO, LO DICO DA LIBERALE, CON MOLTI AMICI (E AMICHE!), CHE STIMO IN ENTRAMBI LE FAZIONI, IN CAMPO. HO SEMPRE PENSATO AD UN PARTITO, QUALSIASI PARTITO, COME LUOGO DI CONFRONTO/SCONTRO, SULLE IDEE, ANCHE ACCESO, MA SEMPRE E SOLO SULLE IDEE. A ME SEMBRA CHE QUI' SI SIA ANDATI BEN OLTRE, DISPETTUCCI, RIVALITA' PERSONALI, VOGLIA DI PROTAGONISMO AD OGNI COSTO. TUTTO CIO' NELL'INTERESSE DI CHI O DI CHE COSA? QUANDO TUTTO QUESTO "FURORE SAREBBE DEGNO DI ESSERE USATO PER BEN ALTRA CAUSA: DIFENDERE GLI INTERESSI DEI CITTADINI. CITTADINI SEMPRE PIU' TARTASSATI, CITTADINI SEMPRE PIU' RIDOTTI ALLA FAME DA UNO STATO TIRANNO. SENZA POLEMICA, CREDETEMI. E CHE ORA, AD URNE CHIUSE, SI PENSI VERAMENTE A TORNARE A LAVORARE NELL'INTERESSE DELLA GENTE. A TUTTI, NUOVI COORDINATORI, VINCITORI E VINTI, UN CORDIALE E SINCERO BUON LAVORO.  

(E pare che anche il PLI, in vista del suo CONGRESSO NAZIONALE di Marzo sia sulla buona strada, come dire, i partiti....)

GALGANO PALAFERRI

COORDINATORE NAZIONALE

UNIONE PER LE LIBERTA'_ Insieme per l'Italia Libera, nella Libera Europa.

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SI' TAV: ORA!

2 Marzo 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

Il Frejus è rimasto l'ultimo passo ad alta quota (1300m.).

I convogli merci debbono avere da due a tre motrici per salire a Modane. Poi ridiscendono, per la gioia degli abitanti dei paesini della Savoia, a raso delle case. Con un percorso p...iù lungo di 42 km. rispetto a quello del progetto della tratta francese.

Perché, secondo te, gli Svizzeri hanno investito 24 miliardi per i trafori del Gottardo e del Lotschberg? ragioni di mafia? no, ragioni di opposizione al traffico su gomma, più inquinante ed energivoro di quello su rotaia.

Perchè i francesi anche all'ultima riunione del 6 Luglio a Roma hanno ripetuto che la Torino-Lione resta un'opera fondamentale? Tutti mafiosi anche loro? Vogliono buttare anche loro 20 miliardi di euro con allegria? Perchè tutti i comuni della valle francese del Rhone-Alpes vogliono la Torino-Lione a furor di popolo ?

Mentre l'Italia è il regno dei TIR. Così mentre il flusso di traffico merci su rotaia diminuisce al valico, aumenta quello sulla Ventimiglia-Genova, sull'autostrada del Frejus e quella del Bianco.

 

A queste ed altre domande i NO TAV rispondono solo con la solita retorica e la demagogia tanto cara alla sinistra antagonista e citando lo spauracchio dell'amianto e dell'uranio, nemmeno fosse stato il primo scavo fatto in Europa in queste condizioni. Siamo nel 2011 ed esistono tutte le tecnologie per farlo in sicurezza.

Con la linea TAV/TAC Torino - Lione si hanno i seguenti due importanti vantaggi:

- Dal punto di vista TAV passeggeri i tempi di percorrenza della tratta Torino Lione si portano da 3,5 ore a solo 1,5 ore, rendendo il treno, di fatto, competitivo con l'aereo.

- Dal punto di vista TAC merci si ha un enorme risparmio energetico nel rasporto merci. Non sono più necessarie da due a tre motrici, con elevati consumi, ma solo una, rendendo la linea merci di nuovo competitiva rispetto al trasporto su gomma.

In un futuro in cui i combustibili fossili scarseggeranno sempre di più un treno moderno è una enorme occasione in quanto funziona ad energia elettrica, facilmente producibile con fonti altrenative e con energie rinnovabili (solare, eolico, etc...), che non necessitano di combustibili fossili.

Un vero ambientalista, come lo sono i verid francesi, NON può dire di no al sistema TAV/TAC. Un falso ambientalista, come sono i nostri NO TAV italiani, lo dice invece per mere ragioni ideologiche che ben poco hanno a che fare col raziocino e col benessere dell'ambiente.

<Comitato sì TAV>

 

PERCHE' SI'.....


• La TAV Torino – Lione è parte del corridoio V Lisbona – Kiev (obiettivo strategico della UE)

• La TAV favorisce l’economia del Piemonte del Nord Italia e dell’Italia

• Non farla significa marginalizzare il Piemonte e l’Italia perché le comunicazioni Est – Ovest

passerebbero a Nord delle Alpi.

 

PERCHE’ SI’

• Le attuali linee di comunicazione (ferroviarie e stradali) si satureranno nei prossimi anni

• L’alternativa alla TAV è la 3° corsia dell’autostrada, vera sciagura ambientale

• Rimanere “agganciati” al treno europeo si traduce in sviluppo dell’occupazione, innescato dalla modernizzazione della

struttura logistica

 

PERCHE’ SI’

• Il tracciato in Val di Susa è interamente in galleria e lascerà ad opera finita inalterato l’ambiente

• Il tunnel del Frejus è il più vecchio d’Europa e il collegamento con l’Europa resta affidato ad

un’opera del 1871

• “Possiamo credere che il futuro nei prossimi 100 anni rimanga appeso ad un valico alpino progettato quando ancora non c’era l’unità d’Italia?

 

”PERCHE’ SI’

• Riduzione del numero di camion (circa 600 mila/anno) sulle strade con il trasferimento modale delle merci

• Preservazione dell’ambiente con il trasferimento delle merci su rotaia

• Togliere dalla linea esistente i treni merci che passano vicino alle case

• Riservare la linea storica ai passeggeri

 

“RITROVARE IL SENSO DELLA REALTA’

in fondo è una ferrovia non stiamo parlando di un bombardiere.

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LIBERALIZZAZIONI? Sì, GRAZIE, AVANTI COSI'!

6 Gennaio 2012 , Scritto da UPL Con tag #ITALIA

Dichiarazione di Salvatore Grizzanti, segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.

Non mi stupisce che il presidente Cota abbia scelto di stare dalla parte delle corporazioni decidendo di impugnare il provvedimento del Governo e mettendo tutti d’accordo dalla destra Ascom alla sinistra Confesercenti. Partitocrazia e corporazioni hanno bisogna di mantenere lo status quo per avere un senso di esistere loro stesse; la libertà individuale che si traduca in diritti civili o in libertà economiche è nemica di questo Regime che ha bisogno di infiltrarsi in ogni ganglio della società come un parassita.
Non è un caso che solo noi Radicali ci siamo espressi a favore, le liberalizzazioni erano nei nostri quesiti referendari del 1995. Tutto questo agitarsi da parte di certi politici, come sull’abolizione delle province, significa che la strada è quella giusta; il Governo vada avanti.

__________

COMMENTO DEL COORDINATORE NAZIONALE UPL (Unione per Le Libertà) Galgano PALAFERRI:

Per la verità anche noi dell'Unione per le Libertà siamo da sempre per le LIBERALIZZAZIONI! Ancora una volta COTA ed altri se-dicenti liberali, con simili posizioni, sono la dimostrazione più evidente di quanto lo siano veramete. E non è che nel pdl la situazione sia migliore. Snzi, forse lì è pure peggio.

MOBILITAZIONE PERMANENTE, CONTRO QUESTO STATO ANTIDEMOCARTICO E ILLIBERALE.

BASTA CASTE, BASTA TASSE, BASTA CORPORAZIONI, BASTA SUDDITI.

UNITI PER LE LIBERTA', UNITI PER LA NUOVA ITALIA, LIBERALE, LIBERISTA, LIBERTARIA, ANTIPROIBIZIONISTA!

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MAGGIORANZA VARIABILE. VERSO DOVE?

21 Dicembre 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

SEGNALAIAMO UNA INTERESSANTE E LARGAMENTE CONDIVISIBILE ANALISI SUL GOVERNO MONTI E DINTORNI.

CERTO CHE IL FUTURO NON SENBRA DEI MIGLIORI, PER I SOSTENITORI DEL BIPARTITISMO/BIPOLARISMO, MA TANT'E'. NON CI RESTA CHE ASPETTARE E SPERARE. MEGLIO AGIRE, PERO', PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

 

DAL: IL GIORNALE (BLOG)

DI: STEFANO FILIPPI

 

Strani fenomeni avvengono in Parlamento. Dal bipolarismo di origine, in pochi mesi siamo passati alla Grande Coalizione (tutti assieme eccetto la Lega). La quale però, al secondo voto di fiducia ha subito perso un pezzo (Idv). E in un’altra occasione (ordine del giorno sulle frequenze tv) ha prodotto un nuovo ibrido: Pd-Idv-Udc-Lega. Alle numerosissime domande indirizzate dai lettori del blog al premier, tutte pertinenti e meritevoli di risposta da parte del governo, ne aggiungo altre due: presidente Monti, qual è la vera maggioranza che sostiene il governo? E da quale coalizione, in verità, lei vorrebbe essere sorretto?

La stagione dei tecnici sarà un terremoto sulla politica, almeno sul quadro che oggi conosciamo. Monti è portatore non soltanto di un preciso disegno economico-finanziario, ma anche di un progetto politico neo-centrista. Che, attenzione, non è nato pochi mesi fa né è frutto dell’emergenza che investe l’Occidente. In molti degli articoli scritti dal professore negli ultimi 15 anni sul Corriere della Sera, è costante la critica al bipolarismo. Il quale – è bene ricordarlo perché troppi spesso lo dimenticano - non è nato con Berlusconi. Il bipolarismo fu istituzionalizzato dai referendum elettorali votati a larga maggioranza dagli italiani negli Anni 90, il primo dei quali risale al 1991 (in cantiere già nel 1990) e fu voluto dall’allora democristiano Mario Segni, dall’allora deputato Pci Augusto Barbera e da Marco Pannella.

Monti è un avversario storico del bipolarismo così come della concertazione. Negli articoli per il Corriere egli ostenta un austero distacco da questioni politiche che non gli competono in quanto economista. Ma il suo pensiero è trasparente: per l’Italia ci vuole una Grande Coalizione o un Grande Centro. Ora la sua visione ha preso forma in questo tecnogoverno a maggioranza variabile, che conta su talmente tanti voti che, di volta in volta, può permettersi di mettere assieme questo o quel partito, e di rinunciare a quest’altro. Sotto l’apparenza dell’ossequio al Parlamento si cela in realtà una sua strumentalizzazione.

Delle opzioni montiane, questo è il momento della Grande Coalizione. Ma dietro le quinte si lavora instancabilmente per sgretolare i partiti maggiori calamitando consenso attorno al Terzo Polo, che è l’unico vero sostenitore “senza se e senza ma” del tecnogoverno. La prospettiva dell’esecutivo dunque non è tecnica, ma politica, e la “fase 2″ avrà come protagonista non più Monti ma Corrado Passera. Anche qui, i vecchi scritti  del professore sono illuminanti: egli ritiene che gli uomini forti di un governo siano tre, cioè il premier, il ministro del bilancio e quello “dell’economia reale”, cioè dello sviluppo. Appunto, lui e Passera. Il continuatore.

La situazione finanziaria dell’Italia è ancora così critica, come dimostrano le altalene dello spread e la crescita degli interessi sul debito, da imporre ai partiti maggiori di non sottrarsi a questo temporaneo assetto istituzionale. Vedremo come i mercati si comporteranno nei prossimi mesi quando di tratterà dirinnovare le tranche di titoli pubblici a scadenza. Sarà anche l’indicatore della direzione che prenderà la ristrutturazione dei partiti, anch’essi semi-scaduti.

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