2012, ELEZIONI USA: OCCHI PUNTATI SU RON PAUL.
Da: www.movimentolibertario.it
Negli ultimi decenni la cultura libertaria ha compiuto importanti passi avanti non solo nella sua patria di origine, gli Stati Uniti, ma anche in numerosi altri Paesi in giro per il mondo.
L’interesse per il libertarismo quale coerente filosofia della libertà, per i suoi autori e i suoi principali esponenti risulta essere in costante crescita in termini direttamente proporzionali come reazione a fronte della crescente compressione/negazione delle libertà economiche e individuali operate dai vari Stati occidentali al fine di promuovere la sicurezza nazionale, la lotta al terrorismo e un assistenzialismo pianificato nella società quale regolamentazione-stimolo all’economia.
Tutti questi programmi ed istanze governative però si sono rivelati fallimentari e controproducenti rispetto alle aspettative della vigilia, il welfarismo e il warfarismo keynesiano non hanno favorito un maggior benessere nella società in quanto hanno ridimensionato e squilibrato il rapporto Stato-individuo a totale danno del secondo distruggendo con sprechi e nuove imposizioni ogni risparmio e corretto e naturale sviluppo economico, costituendo la premessa per l’incremento del debito pubblico e per la crisi di insolvenza che caratterizza numerosi Stati sia dell’Unione Europea che degli Stati Uniti.
Al di là dei possibili colori politici e dai partiti al governo, mai come oggi sia il Vecchio che il Nuovo Continente vivono analoghi fallimenti derivanti da ricette politiche bipartisan stataliste spacciate negli anni scorsi (e tutt’oggi) dai politici sia i social-neoconservatori che i demo-progressisti al potere quale panacea da ogni problema.
Non deve quindi stupire se i libertari anche in Italia seguano con attenzione quanto accade oltreoceano nel Paese che ha dato i natali politici a tale loro movimento.
Gli unici strenui difensori della libertà e di un approccio oggettivo fiducioso sulle capacità di scelta e di creatività dell’individuo sono e restano i libertari, i quali grazie al loro approccio economico austriaco sono stati i soli ad avvertire in anticipo dello scoppio della crisi economica del 2008, del fallimento delle politiche imperialiste e di stimolo economico quali approcci per risolvere i problemi di inizio XXI secolo.
Al fine di evitare il peggioramento di una crisi economica che di fatto ovunque è collegata alla presenza eccessiva dello Stato nella società risulta evidente come la ricetta sia quella del meno Stato e più libero mercato.
Non è quindi un paradosso poter affermare come le vere ricette per uscire dalla crisi per entrambe le sponde dell’Atlantico debbano guardare necessariamente in una differente direzione dal paradigma politico-culturale bipartisan canonico, favorevole solo a più Governo, più tasse e più spesa pubblica.
Negli Stati Uniti sia il movimento libertario che quello più recente dei tea party hanno rilanciato e proposto una agenda che riporti l’individuo, i suoi diritti naturali e le sue libertà economiche e civili al centro della vita della società, tutte queste issues già emerse nelle recenti elezioni di midterm del 2010 hanno buone probabilità di affermarsi anche a livello presidenziale nel 2012 grazie alla ricandidatura nelle primarie del partito Repubblicano del congressista libertario Ron Paul.
Ron Paul è certamente colui che negli ultimi decenni ha meglio saputo incarnare coerentemente i valori del libertarismo sulla scena politica statunitense, è grazie a lui se il movimento libertario statunitense è riuscito ad acquisire una visibilità politica e una sua autorevolezza compiendo un salto di qualità anche all’interno dell’ambito bipartitico.
La candidatura di Ron Paul per il 2012 è solo l’esito inevitabile di un cammino iniziato 4 anni prima durante la corsa alle presidenziali del 2008, da tale data e nonostante il suo insuccesso di consensi (in parte derivante dalboicottaggio dei media e dentro al partito), è iniziata una costante e duratura opera di divulgazione politica di ricette di libertà le quali solo ora con il peggiorare della crisi economica stanno riscuotendo largo consenso presso gli americani.
I rimedi suggeriti sono quanto di più antistante dalla logica di Obama e dei suoi predecessori dello studio ovale: tagli delle spese militari, ritiro dei soldati dalle varie guerre e basi militari sparse nel mondo, tagli dei programmi di assistenza sociale (in primo luogo la riforma sanitaria di Obama ma anche al Medicare), ripristino del gold standard ed eliminazione di ogni programma ritenuto incostituzionale in quanto fuori dai limiti di uno Stato minimo (in primo luogo le varie agenzie di sicurezza nazionale e la Banca centrale), eliminazione di numerose tasse.
Risulta quindi evidente come Ron Paul si discosti notevolmente da ogni facile collocazione politicante, tant’è che nel suo primo spot elettorale, si è scagliato contro ogni ipotesi di accordo bipartisan tra Camera e Casa Bianca sull’innalzamento del tetto del debito federale Usa in quanto foriero di nuove tasse e di nuove spese non risolutive per migliorare la situazione di bilancio e dell’economia americana.
Il suo seguito di sostenitori e possibili elettori non è solo ed unicamente repubblicano e libertario ma trova rappresentanza anche presso gli indipendenti e in crescita perfino tra i Blue Republican (che fecero vari decenni fa le fortune elettorali di Ronald Reagan) e presso una parte del movimento pacifista (in quanto candidato strenuo oppositore ad ogni intervento militare Usa in corso).
La piattaforma di Ron Paul tende a promuovere le istanze della libertà economica ma anche a quelle individuali (basti pensare alle proposte di legalizzazione della marijuana e delle altre droghe leggere, al termine del Patrioct Act e del TSA negli aeroporti) e rispetto alla precedente esperienza elettorale sembra avere buone possibilità di affermazione per la nomination nel GOP, come dimostrano le recenti vittorie al CPAC 2011, le varie affermazioni presso i vari sondaggi elettorali presso i Tea Party patriots e la vittoria alla Republican Leadership Conference di New Orleans superando tutti i quotati candidati dell’establishment del partito dell’elefante.
Benché i sondaggi ufficiali sottostimino palesemente il potenziale della sua piattaforma elettorale a livello nazionale nel tentativo di ridimensionarlo all’occhio dell’elettore delle primarie, nonostante ciò il suo seguito di sostenitori e attivisti gode di ottima salute sia fuori che sulla rete come dimostrano le numerose copie dei suoi libri venduti negli Usa e gli oltre 4 milioni di dollari già raccolti come donazioni individuali dei singoli elettori (tra cui molti soldati stanchi di combattere in guerre onerose in termini di soldi e di vite umane) potrebbero risultare decisivi durante il percorso delle primarie.
L’interesse presente attorno alla figura di Ron Paul non è solo dovuto alle sue issues ma anche essenzialmente in relazione al personaggio stesso che le incarna, il suo modo di fare politica anti-sistema sempre coerentemente controcorrente in favore della libertà anche dentro al partito o nei palazzi di Washington lo hanno fatto diventare un modello per le nuove generazioni statunitensi di politici e il beniamino di riferimento dei giovani.
Ron Paul non è un politico di professione, non deve quindi stupire la notizia della sua non ricandidatura alla Camera dei Rappresentanti nel 2012 preferendo concentrarsi unicamente su una sola campagna elettorale: quella presidenziale statunitense.
La storia politica e personale di Ron Paul, al pari della storia del libertarismo non può essere ridimensionata ad un fenomeno di costume, ad una moda passeggera o ad un brand promozionale sloganistico, esso risulta semmai essere il più importante e duraturo fenomeno contemporaneo di divulgazione culturale e politica delle idee a livello transnazionale sulla scena non solo statunitense ma globale.
La campagna elettorale e le attività congressuali di Ron Paul sono lette, viste ed ascoltate attraverso numerosi blog, siti web e articoli a lui dedicati sui principali social network del web 2.0 da milioni di persone ogni giorno anche al di fuori degli Usa in quanto l’impatto delle sue proposte libertarie costituisce uno stimolo ed una ispirazione per numerosi attivisti, organizzazioni, movimenti e partiti libertari per promuovere campagne e iniziative tese a porre risoluzione a quelle analoghe problematiche e criticità derivanti dalla presenza o espansione dello statalismo nelle rispettive nazioni.
Non deve quindi stupire se a fronte dell’annuncio di candidatura alle presidenziali del 2012 anche in Italia sia nato su facebook una pagina tesa a seguire la sua campagna elettorale: Italy for Ron Paul 2012.
La pagina è unica nel suo genere in Italia ed è di fatto la principale fonte di informazione per un elevato numero di utenti sostenitori del Dottore.
Essa ha come suo scopo quello di riunire gli amanti della libertà suoi sostenitori presenti in Italia, (strizzando al contempo l’occhio ai numerosi cittadini-elettori italo-americani o agli altri sostenitori e attivisti presenti negli Usa o in giro per il mondo) divulgando anche nel nostro Paese il messaggio e il modello di libertà rappresentato ed auspicato da Ron Paul, al fine di farlo conoscere agli italiani superando la censura e una certa fredda ostilità riscontrabile da parte di gran parte della carta stampata e dai canonici media radiotelevisivi nei suoi confronti quando si tratta di narrare gli eventi e i fatti connessi con le elezioni presidenziali 2012 (preferendo le solite stereotipate e deformanti narrazioni su personaggi d’establishment, su figure irrilevanti e marginali della scena politica statunitense conservatrice o l’uso di descrizioni ed etichette di scherno ben lontane dalla vera natura del personaggio e dei temi da questi trattati).
Italy for Ron Paul 2012 è un progetto proposto e ideato da Andrea Lenci (curatore del sito Scenaripolitici.com) con l’aiuto di vari co-amministratori volontari liberamente aderenti (peraltro molti facenti riferimento anche al Movimento Libertario).
La pagina riprende come suo modello d’ispirazione sia la pagina facebook France for Ron Paul 2012 che il modello United States of America for Ron Paul 2012 (pagina che connette alle varie singole pagine Stato per Stato dell’Unione in suo favore).
Nella sua versione italiana oltre alle notizie italiane e straniere disponibili come link e i video sulla bacheca sono presenti altre sezioni tra cui i collegamenti a numerose altre pagine facebook dei principali siti di informazione sostenitori di Ron Paul sia in Italia che all’estero, una sezione sondaggi ed una raccolta in pdf dei principali saggi freeware disponibili in lingua inglese scritti da Ron Paul nel corso della sua attività politica e divulgativa al fine di fornire al visitatore un bagaglio culturale su questo straordinario personaggio da diffondere o a cui far riferimento.
In conclusione Italy for Ron Paul 2012 risulta essere la più concreta e spontanea manifestazione di come il web ove venga utilizzato correttamente per esprimere contenuti di libertà e di informazione, sia notevolmente più aggiornato ed informato rispetto a qualsiasi redazione giornalistica italiana fondata sul finanziamento pubblico della stampa o facente riferimento ai partiti.
Essa vuole essere un invito a non fermarsi alla propaganda e a quanto i soliti intellettuali di corte raccontano quando trattano degli Stati Uniti e della politica americana (la coerenza, la serietà e la perseveranza in difesa dei sani principi non sono oggetto di interesse dei provinciali gazzettieri italici immischiati, se non collusi, con una politica che è diretta antagonista di ciò che da sempre propone Ron Paul).
Anche se l’esperienza di Ron Paul non è riproducibile in Italia a livello politico (gli Usa benché sul fallimento sono senza dubbio contesto migliore anche politicamente rispetto alla fallimentare Italia), la sua storia risulta essere un chiaro esempio cristallino da divulgare con la speranza di poter risvegliare anche qua da noi le coscienze dormienti in merito ai principi e alle ricette da adottare per dare reale speranza di vero cambiamento e di libertà al nostro domani.
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