BENZINA. O CARA, CARA, CARA.
Paghiamo ancora per la guerra in Abissinia Sulla decisione del governo, di aumentare l’accisa sulla benzina nell’ordine di circa 2 centesimi a litro, permettendo in tale modo di finanziare il Fondo unico per lo spettacolo ed eliminare il contestato euro in più a biglietto del cinema, CONFCONTRIBUENTI PIEMONTE ribadisce l'assoluta contrarietà all'ennesimo atto di vessazione nei coinfronti della maggioranza degli italiani, oltretutto in tempi di crisi, come questi, in cui è sempre più difficile arrivare fine mese, per la stragrande maggioranza degli italiani. Come tutti possono verificare, il prezzo della benzina sta lievitando in maniera continua e incontrollata, un sovrapprezzo ingiustificato. Negli altri Paesi dell'Unione Europeo il prezzo alla pompa risulta ben inferiore al nostro, questo perchè negli altri Paesi la benzina ha una tassazione di molto infriore che da noi. Per questo vogliamo far rilevare al Governo, se-dicente liberale quanto, questo aumento, incida a fine mese sulle tasche degli italiani, già colpiti da altri aggravi fiscali e lo invita a riconsiderare tale decisione. La benzina non può subire ulteriori aumenti, ma, al contrario, andrebbero riviste le numerose accise che pesano sul portafogli degli italiani. Le accise sulla benzina sono, nel totale, di 0,25 centesimi di euro e con l’IVA applicata saliamo a quota 0,30 euro. Inoltre, dal 1999, le Regioni hanno la facoltà di tassare i carburanti. Un'altro modo per mettere le mani in tasca a tutti gli italiani. Altro che le diachiarazioni di principio, della Campagna Ettorale, che il Governo non avrebbe aumentato le tasse. Appunto.
Questa la lista (cronologica) di tutte le accise sulla benzina:
• 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro);
• 14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro);
• 10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro);
• 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro);
• 10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro);
• 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro);
• 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (0,039 euro); • 205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro);• 22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro);
• 0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.
Ci manca solo un'ulteriore accisa Pro-Giappone, che sarebbe anche più logica, a dirla tutta, e siamo a posto.
Ci chiediamo a questo punto, e lo chiadiamo a questo Governo, ai patiti di maggioranza per quanto ancora gli italiani dovranno pagare per la guerra in Abissinia o per il disastro del Vajont, piuttosto che per il terremoto in Irpinia. La domanda è semplice, aspettiamo quindi risposte rapide, certe. Nell'interesse di tutti. Così non si può proprio più andare avanti. E quanto sta succedendo nel mondo, gli scenari medio-orientali, le voci provenienti dalla Russia non possono che preoccuparci, ogni giorno di più.
/image%2F1268788%2F20150604%2Fob_293113_1.jpg)