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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

DX,SX E LA MANOVRA ECONOMICA: COSI' DISTANTI, MA COSI' SIMILI!

16 Luglio 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

DESTRA E SINISTR A DAVANTI ALLA MANOVRA ECONOMICA: APARENTEMENTE DISTANTI, MA COSI' SIMILI.

 

ANTONIO MARTINO ha definito, in un'intervista, la nuova manovra finanziari come “socialista”. Può sorprendere, e sembrare paradossale, tale definizione, avendo la sinistra lanciato strali contro Tremonti e contro la finaziaria appena epprovata. Ma in realtà così non è. Al di la dei toni propagandistici usati da Bersani, Finocchiario e C. anch'essa averebbe, probabuilmente agito allo stesso modo.

Riflettiamo sulla politica economica di questo Governo, nei tre anni trascorsi da Berluscoini a Palazzo Chigi, dopo le ultime elezioni.

Di Liberalizzazioni, cavallo di battaglia, uno dei cavalli di battaglia dell'attuale maggioranza, non vi è traccia, tranne che per un emendamento cheche impegna il Ministro dell'ecoinoma a mettere a punto entro il 31.12 2013 “uno o più programmi per la dismissione di partecipazioni azionarti dello Sato e di enti pubblici non territoriali”. Dunque campa cavallo...e nel frattempo, nulla sarebbe stato fatto.

Capitolo Province, altro caposaldo del programma elettorale, dovevano essere abolite, per recuperare un bel po di euro da destinare a miglior causa: sono ancora lì, cresciute e moltiplicate.

Tanto i loro costi, continuiamo a pagarle noi, poveri cittadini, sempre più vessati da un fisco rapace e dissipatore d'altrui ricchezza.

Sistema pensionistico: malgrado tutto quello che la propaganda di una certa sinistra vorrebbe farci credere, è uno dei più generosi di quelli in vigore nei paesi occidentali.

Si va in pensione mediamente a 61,1 anni, ovvero circa tre anni sotto la media dei paesi OCSE. Vero che la manovra è intervenuta, chi ha 40 anni di contributi andrà in pensione un mese più tardi nel 2012, due nel 2013, 3 nel 2014. Ma si tartta di misure molto leggere, non certo di quello che servirebbe.

E, malgrado tutto ciò, ci mermettiamo il lusso di un patrimonio statale immobiliare non inferiore ai 250 miliardi di Euro. E nessuno che pensi di dismetterlo. Ma proprio per nulla.

E se così stan le cose, ci chiediamo che altra manovra sarebbe stata possibuile fare, se non questa, lacrime e sangue per i soliti noti. E la “casta” a gozzovigliare, alla faccia dei soliti noti. Ceto medio, sempre più impoverito, ceto medio-basso, senza più, ormai, neanche gli occhi per piangere.

Altro che roboanti dichiarazioni del Presidente del Consiglio. “Non metteremo le mani nelle tasce degli italiani”. Si è visto, si vede. Tiket sanitari, bolli sui depositi, tasse giuridiche sui divorzi e sulle cause di lavoro, accise....e queste cosa sono, elargizioni generose nelle nostre tasche o prelievi forzosi? E la sinistra, e torniamo al paradosso iniziale, quello della definizione di Martino della presente manovrea (che lui non ha votato!), come “socialista”, che avrebbe fatto?. Esattamente la stessa cosa, forse peggio.Per la fondamentale e decisiva ragione che questa sinistra, su molte delle questioni elencate prima (liberalizzazioni, abolizione delle province, dismissioni, difesa dei privilegi della casta, sistem pensionistico), la pensa alla stessa maniera della destra, di questa destra. Assai poco Liberale, mostro statalista, assai corporativa, finaco “socialista”.

Dunque “quieta non movere”, “cambiare tutto perchè nulla cambi”. Tutti fermi e immobili.

Senza rendersi conto, chi ci governa e chi vi si oppone (un'unica melassa, indistinta, ormai, al di la degli scontri....di facciata, per il pubblico!), che se non si intervuene celermente e in modo deciso sui grandi interessi parassitari delle varie consorterie, caste, ordini e quant'altro, se non si introduce concorrenza vera nella nostra economia, se non si è in grado di innescare un processo di crescita del Paese, se non si fanno partire le liberalizzazioni, quelle vere, ad iniziare dal settore energetico, fra non molto dovremo pensare all'introduzione di nuove tasse, prelevandole dai soliti noti, purtroppo, se li troveremo ancora in vita. Lo ha detto DRAGHI, che nessuno ascolta, purtroppo, una delle poche menti illuminate, sagge, al di sopra delle parti, in grado di analisi precise e inconfutabili. Ma che nessuno vuole ascoltare, almeno tra i nostri politici. E il TITANIC affonda.  

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