ITALIANI SEMPRE PIU' POVERI. (Dati Istat!)
CHE DIRE, ITALAINI SEMPRE PIU? POVERI o POVERA ITALIA?
La domanda sorge spontanea nel leggere gli ultimi dati ISTAT.
Scende ancora il potere d'acquisto delle famiglie italiane, nel secondo trimestre dell'anno si registra una contrazione dello 0,2% rispetto a quello precedente. Lo ha rilevato l'Istat che ha sottolineato che rispetto allo stesso periodo ma del 2010 il calo sia invece dello 0,3%. L'Istituto di ricerca rivela anche come scenda la propensione al risparmio delle famiglie italiane che nel secondo trimestre risulta pari all'11,3%, numeri in flessione dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,2% rispetto allo stesso periodo del 2010. La flessione del tasso di risparmio, secondo l'Istat, va attribuita a una crescita del reddito disponibile, 0,5%, più contenuta rispetto alla spesa espressa in valori correnti.
Dati Istat, ROMA (29 settembre 2011) -
certo che con un Governo se-dicente liberale, che prende provvedimenti che vanno nella direzione opposta da quanto servirebbe per ridare fiato alla ripresa economica, con una opposizione buona solo a strillare e insultare gli avversari, per partito preso, una maggioranza apparentemente unita quando c'e' da votare la fiducia al Governo e rimanere abbarbicata alle poltrone, salvo poi litigare su tutto, un giorno sì e l'altro pure, forse la risposta alla domanda iniziale non puo' che essere:
ITALIANI SEMPRE PIU' POVERI, POVERA ITALIA.
E all'orizzonte non si vede nulla di positivo, di risolutivo, nessuna luce, nessuna volontà vera della nostra classe politica di farsi carico dei problemi della gente, delle partite iva, di chi lavora e produce ricchezza.
La sola cosa che conta è la difesa dei privilegi e degli interessi delle caste, che paralizzano il paese, impediscono lo sviluppo econonomico e la ripresa, ci impoveriscono ogni giorno di più costringendo chi se lo puo' permettere ad emigrare, e tutti gli altri a tirar la cinghia. Oltre che ad un pericoloso immobilismo molto prossimo alla staganzione e alla recessione.
Così va il mondo, così va l'europa, così va l'Italia.
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