NOI LIBERALI, POCHI MA BUONI (e INCAZZATI n.d.r.)!
La battaglia sul Fisco dal volto umano la facciamo qui. Ma non siamo soli e attraversiamo più generazioni. Solo che nel centrodestra non troviamo alcun ascolto e a questo punto poco importa. C’è una tribù senza patria politica in un Paese che ha smarrito la politica.
Antonio Martino
Fossimo negli Stati Uniti avremmo titolato: «What’s next?». Cosa c’è dopo? Ma la lingua italiana è dolce e ha bisogno di più battute per cui il nostro titolo è questo: «La manovra c’è, il governo forse». Dopo c’è l’incertezza totale e la tentazione del papocchio tecnocratico. Mentre il Parlamento licenziava una manovra piena di gabelle, il presidente del Consiglio in aula dichiarava: «Resto per ridurre le tasse». Giuro, mi sono stropicciato gli occhi. Berlusconi davvero lo pensa? Perché di liberali in questo governo non ce ne sono e in Parlamento scarseggiano. Questa è la realtà. C’è il partito della spesa, del neocorporativismo, del formalismo contabile, del socialismo irreale, ma non quello liberale.
I liberali stanno fuori dal governo e perfino dal Parlamento. Ma nel Paese ci sono. Su Il Tempo hanno liberissima tribuna Antonio Martino, Francesco Perfetti, Davide Giacalone, Marlowe. La battaglia sul Fisco dal volto umano la facciamo qui. Ma non siamo soli e attraversiamo più generazioni. Solo che nel centrodestra non troviamo alcun ascolto e a questo punto poco importa. C’è una tribù senza patria politica in un Paese che ha smarrito la politica. Cito il passo di una lettera di Federico Pontoni, un economista liberale che insegna alla Bocconi, all’amico Oscar Giannino: «Oggi è definitivamente chiaro che liberali e liberisti, se hanno un minimo di amor proprio, devono divorziare da questo governo. Di più, devono scendere in piazza e ricusare un esecutivo che di destra liberale non ha niente». Sì, siamo pochi. Ma buoni.
Mario Sechi, Il Tempo - 16 luglio 2011
Ripreso da: ConfContribuente Piemonte
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Condivido. Ricordo solo che qualche LIBERALE c'è, anche in Parlamento, da Enrico MUSSO, v.segretario Nazionale del PLI, ad Antonio MARTINO nel PdL, ma fino a quando?
E poi, nel paese, tante Associazioni e Movimenti che si battono per la LIBERTA', guidate e guidati dai Principi del Libero Mercato e del Liberalismo in tutte le sue declinazioni, Liberiste, Libertarie, Conservtrici, fieramente antistataliste, dalla parte dell'Individuo, dei Produttivi, delle Partite Iva.
Dai Tea Party, a ConFcontribuenti, ai Comitati per le Libertà, a Società Libera, al Movimento Libertario, a Magna Cartha, a Libertiamo, a Libero Pensiero, all'Unione per le Libertà, ai tanti Blog e siti web, come Toqueville, IBL....(vedi il ns. BlogRoll), ai quotidiani (come l'Opinione dellle Libertà o Rivoluzionbe Liberale e altri), ai periodici.
Dunque che fare? Credo che non ci resti che unire tutto ciò in un unico meta gruppo/fedrazione di Movimenti e Associaizoni, forse in un nuovo partito, quello dei LIBERALI ITALIANI. Una casa comune, cioè, da ritrovare al più presto, o da "rifondare". Perchè divisi non si va da nessuna parte. Perchè quella RIVOLUZIONE LIBERALE incompiuta, vista la situazione, non può più aspettare. Perchè ora di ribellarsi, di rioprendere la nostra LIBERTA' e dignità di Uomini Liberi. Non sarà facile, lo so, troppe gelosia, la voglia di esser tutti generali.
Ma una COSTITUENTE LIBERALE, si impone. Oggi più che mai. Prima che sia troppo tardi.
Noi, come UpL Unione per le Libertà, per quel poco che può servire e quei pochi che siamo, ci siamo. Se ci siete anche voi, battete un colpo.
Un saluto libero e Liberale.
Galgano PALAFERRI
Coordiantore Nazionale
Unione per le Libertà
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