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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

"PECORE" o "LIMONI"?

26 Luglio 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

TASSE: COME TI SPEMO IL CITTADINO!

 

1.MILANO: LA CURA PISAPIA. AUMENTARE IL BIGLIETTO DEL TRAM DEL 50%.

Come se il trasporto pubblico fosse utilizzato dai super ricchi!

I ceti medio e popolare sentitamente ringraziano.

 

Regalino di ferragosto (quasi ci siamo), ai milanesi, da parte del nuovo sindaco di sinistra PISAPIA.

Un aumento del 50%, un vero record, dei biglietti dei traposti pubblici, ancora non si era visto; anche a frontedi una inflazione che, per fortuna, non supera ol 12.2 su base annua, ma tnt'è, abbiam già capito che ci aspettano altre strizzatine. L'pavesse solo pensato la MORATTI i sindacati sarebbero già in strada a far le barricate, ma con PISAPIA, che è uno di loro, come si fa? E dunque tutti zitti e mosca, aspettando e pensando alle vacanze. Che tanto, loro, i sindacati, la crisi non la sentono, se ne fanno un baffo. CASTA pure loro. Eppoi si sa, chi usa i mezzi pubblici è notoriamente un “nababbo” e quindi deve essere colpito; e' un inquinatore patatentato, e quindi deve essere colpito; è uno che lasciando a casa l'automobile punisce le 7 sorelle, non contribuendo ai loro utili, e quindi deve essere colpito; va contro gli interessi dello stato, perchè rispsarmiando dulla benzina, sottrae a quello stato le accise, e quindi deve essere colpito; inquina molto di meno, e quindi deve essere colpito. E gli sutdenti? Anziché per dere tempo all'Università, luoghi da ricchi, che vadano a lavorare. Altro che utilizzare il mezzo pubblico. Anche loro devono essere colpiti. Anziché i “porteghesi, ovvio, perchè ad un sindaco proletario i “portoghesi” sono simpatici. Meglio colpore il ceto medio, ma soprattutto quello popolare.

Ma che meraviglia, ma che fior fiore di “proletario”, bravo PISAPIA, i milanesi ringraziano.

Ma xrò un po' vi sta pure bene, cari milanesi. Avete voluto fare i rivoluzionari, avete voluto a Sindaco della vostra città uno che ama il “CHE”? Benne ora godetevelo tutto. E non cominciate a piangere lacrime amare di coccodrillo. Buona futura, non è che l'inizio. Vedrete, vedrete, tra cinque anni come sarete più ricchi!

 

  1. TARSU: TASSE RECORD. SERVIZIO SPESSO PESSIMO.

PROTESTA IN TUTTA ITALIA.

 

Per la serie “piove governo ladro” che per l'occasione diventa: “piovono tasse, Comuni ladri”

i Comuni (appunto!) aumentano di nuovo la TARSU, importa sui rifiuti. Intesta ROMA (Giunta di Centro-Destra) e VENEZIA (Centro-Sinistra): + 30% in 4 anni. Semplicemente pazzesco, semplicemente tutte (le Giunte, qualsiasi sia il colore) unita, quando c'e' da batter cassa e tosare il povero cittadino. Sempre più pecora, sempre più limone, sempre più.....INCAZZATO e al VERDE.

E tutto ciò dopo il rialzo medio del 7.6.% degli ultimi anni. Una nuova stangata, dunque, assolutamente ingiustificata, in tempi di crisi, e con un servizio, spesso, assolutamente scadente e che lascia l'amaro in bocca, o meglio, la puzza sotto in naso. No, non xchè siamo fighetti che ce la tiriamo, ma proprio perchè l'aria è irrespirabile, in molti posti, con idori nauseabondi. Chiedete ai napoletani, che per tutto ciò, pagano ben 336,80 euro l'anno. Una vergogna mondiale.

Roma e Venezia, come dicevamo, aumentano del 30% in un arco temporale 4 un anni (per quest'anno sarebbe un + 12% pe la prima e +23.6% per la seconda!), nel 2011 già deliberati aumenti in altri 9 comuni capoluogo: Torino (+9.2%), Aosta (+9.3),Trento (9.7), Bologna (+5.1), Genova (6.5), Ancona (+1.9), Perugia(1.7.). Prevedibile un aumento anche a Milano, dove il sindaco PISAPIA si sta ingegnando su come colpire meglio e più duramente della Moratti, i ceti “popolari”.

E io pago! Ma fino a quando? Perchè la pazienza ha un limite. E a tasche sempre più vuote, aumenta sempre più il prurito alle mani, non so a voi, ma ad Andria (+40%!), ad esempio, certamente sì. E, infatti, in quella ridente cittadina, mi giungono notizia che sianoano state strappate le cartelle esattoriali. Bravi, finalmente una bella notizia. E se facessiamo altrettanto in tutta ITALIA? Dai, forze, basta far le pecore, basta esser trattati da limoni, basta schiavitù!

In ITALIA, lo ricorda OSTELLINO in un editoriale sul CorSera di oggi, “sono più di 1 milione e 300mila le persone che vivono di Politica,”il che significa che la “Politica” è il loro sostentamento, così come il gironalismo lo è per i giornalisti, la medicina per i medici , la metalmenccaniche per i metalmeccanici e così via. Si dice, giustamente, che tutti costoro sono una “CASTA”, la Casta politica, appunto Così come abbiamo la casta dei giornalisti e così via. Essi sono troppi, secondo il pensiero dominante. Strapagati, per quello che fanno. Il problema infatti, non è tanto dei costi, ma di quanto fanno in ragione di ciò che percepiuscono. Infatti il problema è se ciò che guadagnano sia o meno giustificato dal loro operato, dai “servizi” che essi rendono a noi cittadini, “per faciltare”, lo dice ancora OSTELLINO, “il buon funsionamento delle istituzioni”, migliorandno cioè la nostra vita, vompito dell “Politica”. Pressione fiscale, babele di leggi e regolamenti che rendono difficle orientarsi, almeno al cittadino comune, penalizzando altrsì investitori e aziende che si perdono in scartofie burocratiche ed interpretative, sprechi e corruzione che drenano quando non distruggono addirittura risorse. Tutto ciò significa che quel 1.300.000 di individui che vivono di “Politica” probabilmente fanno più danni che altro. E che dunque il problema, come dice OSTELLINO, “non sia solo contabile, bensì soprattutto, politico.

Da ciò la domanda da porsi, per non cadere nella facile “antipolitica” tanto di modo in questi ultimi tempi, che fa tanto rumorte, ma che alla lunga non porta da nessuna parte, è quella di quanto spazio nella nostra vita debba essere occupato dalla sfera pubblica, ad ogni livello, e quanto debba essere lasciato a noi stessi, noi individui, noi società civile. E quindi anche il tanto invocato MANO STATO PIU' MERCATO, andrebbe correttamente sostituito da PIU' STATO DOVE E' NECESSARIO; PIU' SOCIETA' CIVILE DOVE E' POSSIBILE. Altrimenti rischieremmo soltanto di acuire la disputa, tutta politica, tra liberali e socialisti, in modo dogmatico, e se nza giungere alla soluzione del problema.

E questa non è altro che la tesi del liberalismo che discende da A. SMITH F.VON HYEK, L:EINAUDI, che è per lo Stato Giuridico (o di Diritto) e non per lo Stato etico, per lo Sato Sociale, non per quello assistenziale.. I soi nemici, hanno ridotto il liberalismo, questo liberalismo, quello vero, autentico, ad un fantoccio polemico contro il quale sparare, e siamo d'accordo con l'analisi di Ostellino, “in favore della spesa pubblica . e delle tasse, della carità di stato, a detrimento della vera socialita”. Che spesso è e deve essere “proivata”. Munizioni di chi vive di politica e non per la “Politica”.

Tutto ciò era ben chiaro a Liberali del calibro di Martino, Urbani, Pera, Biondi, scesi in campo nel 1994 per fre kla RIVOLUZIONE LIBERALE a fianco di BERLUSCONI, con la nascita di Forza Italia. Ridurre la spesa pubblica, ridurre la pressione fiscale, delegiferare e deregolamentare, semplificazione normativa. Tutto ciò è rimasto lettera morta. La RIVOLUZIONE LIBERALE ancora di là a venire. Per colpa della congiuntura economica e di mille altri motivi, che ci hanno portato in questa siutuazione assolutamente insostenibile e dalla quale occorre uscire, per ripartire, per riaccendere il motore della ripresa economica. E le misure da intraprendere, ora come allora, sono sempre quelle, che abbiamo appena elencato. Il cambiamento si governa con la “Pokitica”, non con l'antipolitica, con le idee, non co i pregiudizi ideologici, cvol confronto serio sulle cose da fare, non con il muro contro muro e la cotrapposizione. O con gli slogan. Dalla protesta, leggittima, sacrosanta, alla proposta. Le riforme richeste ed individuate, che erano condizio sine qua non per sanzionare se non la fine dello statalismo, degli sperchi e perfino della corruzione, almeno il loro contenimento, sono rimaste cosa morta, sono ancora di la a venire. Non è il Liberalismo, il mercato, o il capitalismo che sono entrati in crisi, o come si cerca di far apparire, i motivi e i fattori delle stessa crisi. La crisi è dovuta unucamente dai suoi cattivi profeti, di chi vuol farsi passare per Liberale senza esserlo per davvero. La crisi, questa crisi, non si risolve col ritorno allo statalismo, come qualcuno vorrebbe, anche tra i ministri di questo governo, non tutti, ma molti, ma con più Libertà, più Mercato, più Società, più libertà individuali, piùIndividuo.

 

SCIOPERO GENERALE! BASTA STATO, BASTA CASTA, BASTA TASSE!

 

RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA LIBERTA'!

PER LA RIVOLUZIONE LIBERALE, ORA!

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