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Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

"Per uscire dalla crisi serve uno scatto d'orgoglio".

28 Luglio 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

Di: Raffaele Costa 

L'Italia è un magnifico Paese in cui tutto sarebbe possibile. Sarebbe, per l'appunto: le potenzialità non mancano - lo hanno dimostrato le centinaia di migliaia di italiani scesi in piazza per festeggiare il Tricolore e il nostro amato per quanto bistrattato Paese - eppure stiamo arrancando.

Arricchiamo oggi cosi come facevamo ieri. Nessuna sorpresa, dunque, ma soltanto un pizzico di tristezza nel constatare che le carenze che ci contraddistinguono oggi sono pressoché le stesse di ieri. Viviamo perennemente in ritardo: fermi sulla banchina in attesa del treno, pronti a salire sul convoglio, ma all'ultimo istante incapaci di farlo. Non siamo neanche particolarmente bravi a "copiare", a prendere il meglio che ci offrono gli altri Paesi adattandolo alle nostre esigenze. Non mancano gli esempi virtuosi, ma questi non costituiscono la regola.

Conosciamo benissimo la teoria - sfido chiunque a non sapere elencare le necessità del nostro Paese -  ma disdegniamo volutamente la pratica.

Per anni ho denunciato la burocrazia dilagante e quel groviglio di leggi e leggine e regolamenti che soffocavano la libera imprenditoria: oggi la situazione è migliorata, ma non per questo possiamo affermare di aver definitivamente debellato uno dei virus più diffusi nel nostro Paese.

Ho apprezzato fin dalle prime battute l'impegno e le misure dei due ministri più "rivoluzionari" di questo Governo - mi riferisco al ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, e al ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli - ma non per questo ritengo che possiamo "cantar vittoria".

L'Italia si regge sul carteggio, su quelle altissime montagne di fogli di carta che devono essere compilati, autenticati, spediti via posta, ricevuti, protocollati e via discorrendo. Abbiamo costruito una sorta di mostro dalle mille teste e dai mille tentacoli che non riusciamo a sconfiggere. E la volontà politica di porre fine - per quanto forte - sembra flebile rispetto alla resistenza esercitata dalla montagna.

Conosciamo tutti la teoria, ma disdegniamo la pratica. Siamo perfettamente consapevoli, ad esempio, della necessità di dotare il Paese di infrastrutture maggiori e migliori di quelle esistenti, eppure ci scontriamo con la realtà dei fatti: bisogna attendere quasi un decennio prima che un progetto ottenga il via libera, i finanziamenti necessari e i lavori vengono avviati. A rimetterci, ovviamente, siamo tutti noi. Le idee per uscire da questa impasse non mancano.

Di cosa abbiamo bisogno per non perdere il treno? Quello delle infrastrutture è soltanto uno dei nodi da sciogliere: vi sono poi quelli relativi a come vengono utilizzate le risorse pubbliche. Ad esempio nel caso degli invalidi: a fronte di un gran numero di persone che necessitano di un valido sostegno economico per condurre un'esistenza quantomeno dignitosa, vi è infatti un gran numero di furbetti, anzi mi correggo, di disonesti, che si dichiara affetto da patologie inesistenti. Nonostante questo hanno ricevuto, e ancor oggi ricevono, sostanziosi assegni di invalidità. Uno spreco assurdo. Oltre che un'ingiustizia profonda nei confronti di chi invalido lo è veramente. E poi il nodo delle tasse: è sì vero che in Italia la tassazione ha raggiunto livelli record, ma è altrettanto vero che ci possiamo scordare di vederle diminuire fino a quando il numero degli "allergici del fisco", di quei tanti che dichiarano redditi per nulla corrispondenti al vero non scenderà drasticamente.

Aveva ragione Padoa Schioppa ad affermare che "pagare le tasse è bellissimo, ma solo quando, pagandole tutti, paghiamo tutti di meno". Il mio sogno è uno scatto d'orgoglio da parte di tutti gli italiani. Basterebbero quelli che sono scesi in piazza per festeggiare i 150 anni dell'Unità.

............................

ARTICOLI DEL GENERE TI APRONO IL CUORE. PECCATO CHE IN QUESTO PAESE SIANO TUTTI "SORDI" ALLE COSA "SENSATE". E BASTEREBBE DAVVERO POCO, PER IRPARTIRE, PER DAVVERO. "UNO SCATTO D'ORGOGLIO".

GRAZIE RAFFAELE, VECHIO AMICO LIBERALE, COMPAGNO DI TANTE BATTAGLIE.  ANCORA UNA VOLTA CHAPEAU!

gal.pal

 

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M
<br /> <br /> Io sono rimasto un pò deluso dall'intervento di un liberale di antica data. Calderoli ha tagliato le leggi inutili? Forse una minima parte lo erano, visto come sia stato necessario ripristinarne<br /> diverse. Su Brunetta sono meno scettico anch'io. Ma la parte dell'intervento che mi lascia perplesso riguarda la semplificazione della burocrazia: con quale ottimismo si può ritenere che la<br /> libertà di intrapresa sia migliorata quando gli indicatori mondiali ci vedono scivolare in zona retrocessione? Quando un'impresa ha ancora da adempiere la compilazione ottocentesca di scartoffie<br /> e attendere tempi lunghissimi per iniziare l'attività? Quando la pressione fiscale è aumentata anzichè scesa? Quando il soffocamento dello stato etico, che ha ormai annientato qualunque barlume<br /> di stato di diritto, è in atto? Quando i criteri della trasparenza in politica sono una chimera, mentre nei paesi anglosassoni di tradizione liberaldemocratica sono una consolidata realtà?<br /> <br /> <br /> <br />
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