Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità
Blog di Confcontribuenti (Sez.Piemonte) e UpL

DE BENEDETTI, BERLUSCONI, IL PD, LA POLITICA ITALIANA E DINTORNI.

19 Luglio 2011 , Scritto da Confcontribuenti Piemonte Con tag #ITALIA

SEGNALO UN LUCIDISSIMO ARTICOLO DI PIERO SANSONETTI, UNO DEI POCHI GIORNALISTI DI SINISTRA CHE AMMIRO, PUR NON CONDIVIDENDO SEMPRE IL SUO PENSIERO, AL CONTRARIO DI OGGI, CHE FA RIFLETTERE. GRADITI DAVVERO IL VOSTRI COMMENTI. BUONA LETTURA.

 

Con i 560 milioni di euro che Silvio Berlusconi è stato condannato a scucirgli sull'unghia
De Benedetti torna padrone del Pd
C'è poco da esultare sul piano delle conseguenze politiche 
 di Piero Sansonetti* * gli Altri 

Ci sono tre aspetti della sentenza della Corte d'Appello di Milano, sul lodo Mondadori, che colpiscono.

Il primo è di nuovo l'enorme potere della magistratura e dei singoli magistrati. Qualche anno fa tre magistrati – tre di numero – decisero sulla assegnazione di gran parte della Mondadori a Berlusconi.

Poi un altro magistrato – da solo – decise che uno dei tre magistrati che avevano deciso per Berlusconi era corrotto. Ora, altri tre magistrati hanno deciso di spostare una somma ingentissima di denaro (più di mezzo miliardo di euro, mille miliardi di lire, dalle casse del Presidente del Consiglio a quelle di uno dei «patron» dell'opposizione). Diciamo che questi giganteschi sommovimenti di ricchezza, che si ripercuotono direttamente sulla macchina che controlla l'opinione pubblica, sono stati interamente determinati – con atti contrastanti tra loro – da sette persone. Sette privati cittadini, privi di qualunque investitura popolare, la cui fonte di potere è in parte misteriosa in parte di tipo cooptativo. La possibilità di controllo democratico sul loro potere è nulla, ed è fuori controllo anche il criterio della scelta dei loro nomi nel processo di «assegnazione» del potere, ed è inesistente la possibilità di contrastare questa scelta. Questo conferma che esiste, nel moderno funzionamento della democrazia italiana, un potere che è superiore a tutti gli altri e che non è sottoposto a nessun'altra verifica che non sia l'auto-verifica. Tanto è vero che la decisione del primo giudice «onnipotente», e cioè Metta, può essere rimessa in discussione e ribaltata solo da altri giudici come Metta, e che nessuno potrà mai controllare che le decisioni dei giudici che hanno giudicato Metta «influenzato dalla corruzione» non siano a loro volta «influenzate» da fattori o valutazioni diversi dell'accertamento della verità. La frase famosa («le sentenze si eseguono, non si commentano»), che sembra una affermazione di buonsenso, è in realtà una frase atroce e impotente. Santifica la magistratura e le si prostra. Equivale alla frase: «Le dittature non si contestano, alle dittature si obbedisce».

Secondo. L'interesse pubblico, cioè il dibattito pubblico (diciamo il terreno sul quale si svolge la battaglia politica) è molto più vicino agli affari privati dei «potentissimi» che alla vita della comunità. Provate a fare un confronto tra le righe che i giornali hanno dedicato alla riforma delle pensioni (riduzione degli aumenti per le pensioni medie) e quelle scritte per riferire del trasferimento di milioni dalla Fininvest alla Cir. Il rapporto, più o meno, è di uno a dieci. E tutti i commentatori assegnano alla decisione dei giudici un valore politico ed etico, che non si sono neanche sognati di attribuire al taglio delle pensioni. I commentatori e i leader politici di sinistra pensano che la decisione di premiare De Benedetti sia la prova che De Benedetti è migliore di Berlusconi, e che Berlusconi deve dimettersi. I commentatori e i politici di destra leggono invece la sentenza come un atto di persecuzione politica dei giudici di sinistra contro il capo del governo. Nessuno è stato sfiorato dall'idea che si tratta di una «bega» tra capitalisti che, più o meno ad armi pari - lecite o illecite: il confine è minimo – si sono dati battaglia per il controllo di una casamatta dell'alta Finanza.

Terzo, le conseguenze. Siccome viviamo in un regime di mercato, dove il mercato e la ricchezza hanno un peso enorme sulla politica, è probabile che la sentenza dei giudici milanesi non indebolirà molto, sul piano politico, Silvio Berlusconi, ma rafforzerà grandiosamente Carlo De Benedetti. Nell'ultimo anno le sue capacità di comando sulla sinistra, e il suo «diritto» a dettare la linea politica si erano ridotte, grazie – bisogna pure rendergliene atto – alla azione di Pierluigi Bersani, che ha lavorato per ricostruire l'autonomia politica del Pd. È molto probabile che l'arrivo di questa gigantesca fortuna economica, e la possibilità di spenderla ingrandendo le proprie capacità di influenza sui mass media, riporteranno De Benedetti ad una posizione dominante, vanificheranno il lavoro di Bersani e torneranno a ridurre ai minimi termini l'indipendenza del Pd.

Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post